sos calore bebè!

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L’estate è ormai esplosa da qualche settimana, accompagnata da afa, umidità e temperature elevate che mettono a dura prova il corpo, l’umore e la mente di noi adulti e dei nostri bebè.

Noi mamme ci domandiamo spesso: ma i nostri piccoli sentono caldo? Quanto? Come possiamo capirlo? Considerato che i più piccini non possono esprimere ciò che provano attraverso le parole, non sono domande di poco conto.

Tenere sotto controllo la temperatura interna del bambino ed esterna dell’ambiente ci aiuta ad intervenire nell’immediato per evitare un surriscaldamento del piccolo, prevenendo così il rischio di disidratazione, evitando problemi alle sue difese immunitarie e scongiurando il caso più grave, ovvero la morte improvvisa da lattante (SIDS),

Sapere se il nostro bambino sente caldo, infatti, può essere molto difficile, ma proviamo a partire da alcune considerazioni di carattere generale che ci aiuteranno a comprendere meglio il suo stato di benessere:

  • i neonati soffrono molto più il caldo del freddo perché non hanno ancora la capacità di utilizzare al meglio il sistema di termoregolazione, ovvero quello che consente a noi adulti di mantenere una temperatura costante intorno ai 36° C. Pertanto, è bene preferire il classico abbigliamento a strati, evitando di coprirli troppo;
  • la temperatura interna di un neonato è un pochino più alta rispetto a quella di un adulto;
  • i neonati hanno spesso mani e piedi freddi. Questo è del tutto normale e fisiologico in quanto il loro sistema di circolazione periferica non è si è ancora del tutto perfezionato;
  • i bambini, ed in particolare i neonati, risentono molto delle variazioni di temperatura, per questo devono essere adeguatamente protetti nel passaggio tra ambienti con diversi gradi di differenza, soprattutto d’estate nei luoghi con aria condizionata.

Cosa dobbiamo tenere d’occhio?

  • Il colorito del viso: tendenzialmente se le guanciotte risultano arrossate e calde, probabilmente il piccolo è accaldato.
  • Controllare se la parte del corpo compresa tra nuca e collo è sudata e calda, in tal caso quasi sicuramente il piccolo sentirà caldo. Questa zona è molto indicativa perché comprende tutti i centri nervosi che regolano la temperatura corporea.
  • Sentire il grado di calore del pancino e della schiena In questi punti il piccolo è particolarmente sensibile alle variazioni di temperatura, per cui se entrambe risultano calde e sudate, il bambino avrà caldo.
  • Il pianto del bambino: sicuramente se il bimbo sente caldo manifesterà il suo malessere attraverso un pianto improvviso e insistente. Ogni tentativo di calmare il piccolo sarà vano fino a quando egli non si sentirà rinfrescato. Ascoltiamo il pianto del nostro bambino, è il suo unico mezzo di comunicazione. Il neonato, infatti, non ha altro mezzo per esprimere i suoi sentimenti e le sue necessità, se non attraverso il pianto. Il nostro compito è quello di impararead ascoltare ed interpretare correttamente tale linguaggio. A volte non è così immediato e semplice capirne il motivo, per questo spesso il pianto non compreso, può provocarci frustrazione e nervosismo.
  • La nanna: il caldo eccessivo potrebbe creare dei disturbi al sonno del neonato, rendendoli irrequieti, nervosi e facendoli svegliare più volte.
  • La fontanella: nei neonati è presente questa incavatura sulla testa, che ha il prezioso compito di permetterci la verifica della loro idratazione. Infatti, quando la fontanella è troppo incavata significa che il piccolo è molto disidratato per cui necessita di acqua urgentemente. Quando invece la fontanella ha la sua curvatura naturale, significa che il neonato ha una corretta idratazione.

Se il bambino ha caldo come possiamo rinfrescarlo?

  1. Possiamo iniziare a rinfrescare il nostro piccolo applicando un panno imbevuto di acqua fredda nella zona inguinale, così ad abbassare la temperatura corporea.
  2. Svestiamo il bambino fino a lasciarlo solo con il body oppure con una maglietta per proteggere la schiena e la pancia da eventuali colpi d’aria o sbalzi di temperatura.

In generale è importante prestare attenzione a come vestiamo il nostro piccolo. Un bambino sempre troppo vestito non potrà imparare a usare i meccanismi di termoregolazione di cui è naturalmente dotato e sarà facile preda dei germi ambientali. I microrganismi, infatti, per entrare nel nostro corpo e infettarlo, approfittano anche della poca abilità sviluppata dall’organismo ad affrontare le variazioni termiche.

Cerchiamo, quindi, di vestire i nostri bimbi a strati senza esagerare! Via libera a tutine di cotone e lino da prediligere alle fibre sintetiche, ed è meglio scegliere abiti con colori chiari, che non assorbono troppo il calore.

  1. Cerchiamo di rinfrescare l’ambiente: con un ventilatore, un deumidificatore o un condizionatore. Attenzione al condizionatore, non va impostato con una temperatura troppo bassa rispetto all’ambiente, è sufficiente sistemarlo con un massimo di 4 gradi centigradi di differenza rispetto al clima esterno. La temperatura ambientale ideale dovrebbe oscillare tra i 20 e i 26 gradi. Durante il giorno è importante fare areare le stanze.

 

Il caldo eccessivo e l’umidità degli ambienti creano un problema alle difese immunitarie del bambino: l’aria secca attacca le vie respiratorie ed è proprio in questa zona che sono localizzati gli anticorpi, ovvero le nostre prime barriere contro i germi.

Temperature adeguate e un abbigliamento corretto sono anche requisiti di sicurezza: è stato evidenziato che nel primo anno di vita un bambino troppo vestito e tenuto in ambienti molto caldi rischia maggiormente di incorrere nella SIDS (la morte improvvisa del lattante). 

 

Oh mamma il bambino ha caldo ed è sudato!

Se il bambino è sudato, andiamo in panico. Fermi tutti la sudorazione è importante perché aiuta a regolare la temperatura corporea interna. Controlliamo che il piccolo non sia troppo coperto, se così fosse scopriamolo un po’. Se è sudato è sempre meglio cambiarlo per evitare che possa raffreddarsi a causa di un colpo d’aria.

Durante gli spostamenti, sia in macchina sia a piedi, è meglio mettere un lenzuolino di cotone o lino tra il bambino e l’ovetto/seggiolino/passeggino. Questo perché, essendo imbottiti, il seggiolino o il passeggino del neonato, possono scaldarsi eccessivamente e far sudare il bambino sulla schiena. Successivamente, quando lo prendiamo in braccio con la maglietta bagnata di sudore, il nostro bimbo rischia di raffreddarsi. Portiamo sempre un cambio di abiti nella nostra super valigia, in modo da poter cambiare la maglietta o il vestitino se risultano tanto sudati.

ATTENZIONE: non lasciamo mai i bambini nell’auto parcheggiata, nemmeno per pochi minuti, perché la temperatura dei neonati si alza molto più velocemente.  

Le passeggiate

Le passeggiate sono un toccasana per i nostri piccoli (ma anche per gli adulti!), in quanto gli stimoli provenienti dall’esterno favoriscono il loro sviluppo intellettivo e li aiutano a rilassarsi e ad imparare la distinzione tra il giorno dalla notte. Passeggiare all’aria aperta, inoltre, permette ai bambini di iniziare ad immunizzarsi e, grazie al sole, di assorbire la vitamina D, utile per la crescita e la calcificazione delle ossa.  

Non ci sono limiti alla durata della passeggiata, solo  alcuni piccoli accorgimenti:

 

  • nelle ore più calde della giornataè meglio evitare di uscire con il neonato. La fasce orarie ideali per passeggiare sono comprese tra le 7.00 e le 10.00 del mattino e tra le 17.00 e le 22.00 del pomeriggio/sera, ovvero nelle ore più fresche della giornata. Questo perché è importante proteggere il bambino da eventuali raggi solari con radiazioni ultra violette che, oltre a causare il colpo di calore sopracitato, potrebbero provocare danni alla pelle molto delicata del bambino.
  • Scegliamo delle zone lontane dal traffico e non affollate, in modo da tutelare la respirazione del bambino evitandogli lo smog della città e proteggendolo, per quanto possibile, dall’inquinamento ambientale.
  • Prediligiamo percorsi ombreggiati, ma comunque non dimentichiamo di portare con noi la crema solare protezione 50, il cappellino e un lenzuolino di cotone, per proteggere il piccolo da eventuali sbalzi di temperatura che possono verificarsi negli spostamenti da un locale all’altro..  
  • Il vento di per sé non è un male, ma può rendere la passeggiata poco piacevole, ciò che possiamo fare è proteggere il bimbo con la cappottina o con ciò che abbiamo a disposizione, per evitare di esporlo totalmente al vento.

Al mareIl mare è una risorsa preziosa per la nostra salute e quella dei nostri piccoli. L’aria del mare è ricca di iodio, magnesio, potassio, e altri preziosi sali minerali, che ci aiutano a purificare le vie respiratorie. Inoltre, la maggiore pesantezza dell’aria marina favorisce la respirazione e quindi una migliore ossigenazione del sangue.

Portiamo i neonati in spiaggia nelle ore più fresche della giornata: dalle 8.00 alle 10.00 durante la mattina e dopo le 17.00 nel pomeriggio. Anche in questi orari è meglio comunque evitare di esporli troppo alla luce diretta del sole. E’ preferibile stare sotto un ombrellone e utilizzare una crema solare con fattore di protezione 50. Nelle ore centrali della giornata è meglio invece rimanere a casa per evitare colpi di calore e problemi alla pelle.

In montagnaSe, invece, scegliamo la montagna, non portiamo i neonati ad altezze troppo elevate (sopra i 2.000 metri) perché potrebbero faticare nella respirazione: man mano che saliamo più in alto, diminuisce la quantità di ossigeno presente nell’aria, per cui la respirazione è più difficoltosa, inoltre, ricordiamoci sempre di proteggere i bambini dai raggi solari. Rispettiamo i medesimi orari di passeggiata indicati precedentemente e via! Sistemiamo comodamente il neonato in fascia o nel marsupio, per beneficiare del contatto, evitando l’uso del passeggino che potrebbe essere scomodo, e immergiamoci nella bellezza della natura. La montagna è una meta ideale per scoprire paesaggi incantevoli da cui siamo circondati, sperimentare l’apprendimento sensoriale e respirare aria pulita, non inquinata dal traffico e dallo smog.

 

Il mare e/o la montagna, due must per avere bimbi più sani e più felici!

Sitografia

www.salute.gov.it

www.ospedalebambinogesu.it

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