rientro a scuola

PRONTI? SI RITORNA A SCUOLA!

Non c’è mai stato un settembre tanto atteso come quello di quest’anno…

Bambini e ragazzi, famiglie e insegnanti sono ora immersi in un tempo che profuma maggiormente di normalità, le vacanze; quest’anno, più degli altri, è importante tutelare e ristabilire l’equilibrio gioioso e spensierato del tempo estivo.

Ma per molti il pensiero è già rivolto all’appuntamento di metà settembre. Cerchiamo di capire insieme quali potrebbero essere le emozioni e i vissuti interni di bambini e ragazzi nel ritornare tra i banchi di scuola e come accompagnarli al meglio.

Il “ritornare” implica necessariamente un lasciarsi alle spalle un prima ed abbracciare un dopo. Il tempo che abbiamo vissuto nei mesi precedenti non va ignorato, non lo dobbiamo fare noi adulti e tanto meno dobbiamo far finta di niente con bambini e ragazzi. Questo non significa sollecitare burrascosamente emozioni o ricordi della prima parte del 2020 ma lasciare una porta (con i ragazzi è più probabile che sia una piccola finestra) aperta al dialogo libero, onesto ma non allarmato e allarmante. La ripresa, poi, di una quotidianità dopo mesi di lockdown, intensificherà aspetti emotivi che normalmente verrebbero alla luce, ma che quest’anno potrebbero essere più difficili da riconoscere e/o regolare.

Come per ogni nuovo inizio il ventaglio emotivo coinvolto sarà vario e diverso per ogni bambino e ragazzo ed investirà emozioni che susciteranno alcune sensazioni piacevoli ed altre spiacevoli.

Da un lato vi sarà un malessere al pensiero di sottostare ad orari e compiti scanditi dal tempo scuola o a cominciare un percorso in parte ignoto, dall’altro l’emozione nel rivedere i propri amici e compagni e la curiosità di affrontare una nuova esperienza.

A queste sensazioni ed emozioni si aggiungerà quella caratterizzante questo 2020: l’incertezza.

Incertezza che in alcune case ha preso la forma della paura, dell’evitamento o della negazione. Le famiglie si sono trovate a dover far fronte ad un carico emotivo grandissimo, alcune hanno vissuto il contagio, altre hanno affrontato un lutto, tutte hanno dovuto vivere l’isolamento e spiegarlo ed imporlo ai propri figli.

I bambini hanno una grande capacità di adattamento e probabilmente molti di loro ora si godono la ritrovata libertà di gioco ed esplorazione, ma il rientro a scuola potrebbe risvegliare sensazioni e paure diverse. Sarà per questo importante “sentire” (non solo ascoltare) insieme a loro quello che vivono.

Ampio spazio al dialogo, quindi,PARLARE delle proprie emozioni di adulti di oggi e di come ci si sentiva nell’andare a scuola ieri e ASCOLTARE aspettative, curiosità e le paure, che i bambini e ragazzi sperimentano nei confronti della prossima esperienza. Per meglio adattarsi alla vecchia, ma in parte nuova, routine scolastica è consigliabile spiegare il più serenamente possibile, cosa e come sarà la scuola con le sue nuove regole (sulla base di quello che si sa/saprà); ricordiamoci sempre che loro respirano le nostre emozioni e su quelle si sintonizzano, imparano a sentire attraverso il nostro sentire.

Attraverso le regolarità percepite nei comportamenti e nelle interazioni dei genitori, il bambino può cominciare a connettere tonalità emotive di base con specifiche percezioni, azioni e ricordi trasformandole in schemi emozionali specifici e responsabili della vita soggettiva.” Guidano

Anche con i bambini un po’ più grandi e i ragazzi, sarà un bene condividere pensieri ed emozioni, cogliendo le opportunità di dialogo che loro offrono o creando degli spazi che lo incentivino.

Generalmente lo stato emotivo che si sperimenta intraprendendo un nuovo percorso è l’ansia.

L’ansia, come la paura, è un meccanismo naturale, fisiologico e psicologico che si attiva in ognuno di noi, bambini compresi, in risposta a situazioni di pericolo reale o supposto. Ci spinge ad evitare il pericolo, dare il massimo di noi stessi in alcune situazioni (verifiche a scuola, saggio di musica, partita di basket…), uno stato di rilassamento totale in questi casi sarebbe dannoso. L’ansia si accompagna da sensazioni di minaccia e/o tensione, preoccupazioni e credenze e modificazioni fisiche tipiche (aumento della pressione sanguigna, sudorazione, tremolio, tachicardia, vertigini …). Ansia e paura vengono spesso confuse, ma si tratta di due stati diversi. L’ansia si pone come obiettivo l’affrontare una preoccupazione sulla verificabilità di un evento futuro; la paura è una reazione funzionale ad affrontare un pericolo immediato.

I bambini di solito lasciano che siano i propri genitori a preoccuparsi dei pericoli, così che loro possano stare tranquilli ed esplorare il mondo; i bambini ansiosi invece occupano molte delle loro risorse a prestare attenzione ai segnali di pericolo, c’è un iperattivazione dei segnali di allerta e reagiscono prima di aver conferma del pericolo.

Quando scatta l’allarme della paura, il nostro cervello si attiva e ci prepara all’azione. Il sistema libico svolge funzioni importanti in relazione alle emozioni, all’umore e al senso di autocoscienza ed è noto come il “cervello emotivo”. Qui si trova l’amigdala, l’interruttore della paura, che invia i messaggi di emergenza: stimola la secrezione degli ormoni che innescano la reazione di combattimento o di fuga, oppure di congelamento. Ecco che potrebbero verificarsi reazioni diverse nei bambini più in difficoltà in quest’ultimo periodo, entrando a scuola: potrebbero non riuscire a staccarsi dai pantaloni della mamma, risultare intrappolati in un pianto inconsolabile, diventare aggressivi o rimanere immobili incapaci anche di parlare. Quelle descritte sopra sono manifestazioni di sofferenza alla separazione (ansia, pianto, collera, tristezza, apatia, ritiro sociale); possono comparire anche difficoltà nel dormire, incubi, disturbi comportamentali di vario genere e disturbi somatici (nausea, mal di stomaco, vomito, cefalea). I più piccoli possono diventare irrequieti e richiedere continue attenzioni, i più grandi potrebbero chiudersi ed isolarsi.

Capire il senso dell’ansia o dei comportamenti che il bambino/ragazzo manifesta non è facile.

Un circuito d’ascolto, valido per più situazioni, da provare ad adottare è il seguente:

  1. ascoltare attivamente con autentica curiosità
  2. riconoscere/lasciar riconoscere, come adulti spesso attribuiamo noi l’etichetta al sentire dell’altro, lasciamo che il bambino/ragazzo cerchi e trovi le sue parole;
  3. validare, cioè accettare e dare per buono ciò che il bambino/ragazzo prova; qui la sospensione del giudizio è fondamentale quanto difficile;
  4. normalizzare, accettare come naturale quel vissuto.

Per poter tentare un ascolto di questo tipo, bisogna essere calmi e creare uno spazio sospeso in cui la fretta e il correre degli eventi non ci agitino. Nella quotidianità spesso è difficile riservarsi uno spazio di questo tipo, a maggior ragione se ci si trova nell’atrio della scuola!

Quando le difficoltà persistono è bene parlarne con gli insegnanti e consultare uno specialista.

COME LAVORARE SUL RIENTRO A SCUOLA?

Un bambino può crescere solo all’interno di una relazione affettiva. I piccoli dell’uomo sono programmati a svilupparsi in un modo socialmente cooperativo; che poi lo facciano o no, dipende in massima parte da come sono trattati” Bowlby

Come dicevamo prima i ragazzi, ma soprattutto i bambini, sono capaci di sintonizzarsi sul nostro sentire e quindi per prima cosa bisogna lavorare sulle proprie emozioni senza somatizzare le paure ma diventandone sempre più consapevoli.

Bisogna poi accendere l’entusiasmo di bambini e ragazzi, informarli sulle nuove regole di sicurezza da seguire, senza privarli della gioia della ripartenza.

Seguendo le indicazioni di Algeri e Leva ci sono alcuni accorgimenti che possono favorire il ritorno tra i banchi, vediamo quali.

  • REGOLARE LA SVEGLIA!

Già da una settimana prima del rientro riprendere gradualmente gli orari in cui si va a letto e ci si alza durante l’anno;

  • A CHE ORA SI MANGIA?

Sicuramente durante l’estate i pasti hanno seguito ritmi diversi. Recuperare, quindi, una corretta e più regolare alimentazione con colazione abbondante, merenda di metà mattina leggera e orario del pranzo il più vicino a quello della mensa;

  • COME FUNZIONERANNO LE GIORNATE?

Quest’anno è decisamente difficoltoso avere un quadro chiaro sulla ripresa, alcune scuole hanno mandato delle comunicazioni alle famiglie altri istituti sono in più in difficoltà. Non facciamoci prendere dal panico! Comunichiamo e condividiamo con i figli quello che sappiamo. Informiamoli sui cambiamenti e nuovi orari riguardanti la scuola;

  • PAROLE D’ORDINE: GIOIA E PARTECIPAZIONE

Come abbiamo più volte sottolineato in loro risuonano le nostre emozioni, cerchiamo di essere noi per primi a mostrarci fiduciosi ed entusiasti. Sottolineiamo gli aspetti positivi (la gioia di rivedere i compagni o quella maestra del cuore, di riprendere attività ricreative …)

  • A.A.A. AUTONOMIA CERCASI

Incoraggiamo i bambini verso l’autonomia, ri-abituiamoli a mangiare e vestirsi da soli e facciamo un punto insieme sullo svolgimento dei compiti estivi (programmare una tabella di marcia);

  • SOPRALLUOGO!

Organizzare una piccola gita con meta la scuola ed esplorare i dintorni, fermandosi magari in un parco lì vicino e prendendo un buon gelato. Questo renderà famigliare l’ambiente al bambino, ma anche al ragazzo, e favorirà il formarsi di un primo ricordo piacevole legato alla scuola;

  • CI RIVEDIAMO?

Un buon modo per risvegliare l’interesse è organizzare degli incontri con qualche compagno (se il bambino frequentava già la scuola) o con qualche futuro compagno;

  • PREPARATIVI … SENZA CORRERE!

Preparare insieme la sera prima la cartella e gli abiti (anche durante l’anno, soprattutto con i più piccoli), può creare uno spazio di condivisione ottimale per far emergere speranze e timori. Occorrono tempo, pazienza e delicatezza per sostenere il bambino che al mattino si alza per recarsi a scuola, soprattutto il primo giorno. L’ideale sarebbe svegliarsi un po’ prima per arrivare sereni e puntuali. Con i più piccini può essere utile avere alcuni piccoli riti condivisi con mamma e papà che possano fornire al bambino quel senso di sicurezza che gli permetta di immergersi nelle novità che lo aspettano (un saluto speciale prima di entrare a scuola, dare un piccolo oggetto da portare in classe …), riti importanti nella prima fase e abbandonabili dopo due o tre settimane dall’inizio della scuola;

  • VENGO ANCH’IO?

Il primo giorno per i più piccoli è un momento speciale da costruire con delicatezza e insieme, per questo è un bene accompagnare i bambini a scuola; lasciamo scegliere ai più grandi se questo è di loro gradimento, il desiderio di autonomia cresce con l’età;

  • MI SENTO … E TU?

Condividere pensieri, gioie, ansie, attese e … Per una parola detta da me, ne ascolto tre dette da te!

Bibliografia

  • Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva – a cura di Bruno G. BARA
  • Una base sicura – John BOWLBY
  • Terapia scolastica dell’ansia – Philip KENDALL e Mario DI PIETRO
  • Psicoterapia cognitiva dell’età evolutiva – a cura di Fabio LAMBRUSCHI
  • Si va a scuola, prepararsi ai primi giorni in classe – Alberto PELLAI

…Se hai voglia di raccontarci la tua esperienza o condividere un tuo pensiero, lascia un commento sotto nello spazio dedicato!

Stefania Cozzolino

Attualmente in formazione come Psicoterapeuta cognitivo-costruttivista presso il Centro di Terapia Cognitiva di Torino. Ha conseguito il Master in disturbi Specifici dell’apprendimento, la Laurea magistrale in Scienze della Mente e la Laurea triennale in Scienze e Tecniche Neuropsicologihe presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino. Attualmente è Pscicologa scolastica e coordinatrice sostegno presso la scuola Paritaria SS. Natale. E’ iscritta all’Albo professionale dell’ordine degli psicologi del Piemonte.

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