L’asilo nido : fare una scelta consapevole

E’ giunto quel momento a cui non stavamo più pensando, quel momento che ci sembrava lontano: dobbiamo tornare a lavoro, è terminato il congedo di maternità o comunque il periodo per poter stare a casa con il nostro bambino o la nostra bambina.

Ci troviamo di fronte alla necessità di affidare questa piccola creatura a terzi!

Questa è sicuramente una fase che crea disordine in quel precario ma straordinario equilibrio che si era creato nel nuovo nucleo famigliare, quando ci siamo trovati in un ruolo mai rivestito prima, quello di genitori;  ecco allora che spaventa l’idea di “lasciare” nostro figlio o nostra figlia in mani diverse da quelle sicure e amorevoli della mamma e del papà.

Dubbi e timori si fanno spazio nella nostra mente. Cosa facciamo, scegliamo un asilo nido, i nonni o la babysitter? A determinare la scelta subentrano inoltre diversi fattori, come la disponibilità dei nonni, la possibilità economica, le nostre convinzioni o preconcetti e, non per ultimi, i nostri principi.

Spesso i nonni rappresentano il giusto tramite tra il nucleo famigliare stretto (costituito esclusivamente da mamma e papà o eventualmente fratelli) e l’ambiente sociale più allargato, rappresentato dall’asilo nido. Per questo motivo in molti casi, si sceglie di affidare il bambino ai nonni prima di iscriverlo al nido.

In questa scelta però si rischia di sottovalutare il bisogno che ha il bambino di sperimentarsi come “essere sociale”. Così, con l’andare dei mesi, ci si  potrebbe ritrovare con dei nonni stanchi e appesantiti, che non si sentono più entusiasti all’idea di trascorrere del tempo con il nipotino o la nipotina, perché sovraccaricati dal compito di occuparsi di loro. Allo stesso tempo però ci si potrebbe  ritrovare con dei bambini che non riescono a sfogare appieno la loro enorme energia, in quanto non appagati del tutto nella loro fase di esplorazione sociale e nel loro bisogno di attività.

Il nido come risorsa

L’asilo nido rappresenta una risorsa dove i nostri piccoli possono sperimentare, scoprire in totale libertà e sviluppare le competenze sociali. Il nido non è solo uno spazio fisico, ma uno spazio di relazioni dove poter imparare a “sentire”, a vivere con empatia, a conoscere e riconoscere sé stessi e il valore dell’altro.

Gli asili nido e i loro programmi ludico-didattici sono studiati in funzione dello sviluppo sensoriale, motorio, psicologico, emozionale, comunicativo e linguistico del bambino. Gli ambienti sono pensati per offrire spunti educativi attraverso semplicissime attività in totale sicurezza. Come diceva M. Montessori “il nido concorre all’educazione armonica e integrale dei bambini, valorizzando i ritmi evolutivi, le capacità e l’identità di ciascuno”.

Diversi pedagogisti affermano che l’asilo nido rappresenti un luogo importante per  lo sviluppo dei bambini. Lo spiega il pedagogista Daniele Novara, in un articolo pubblicato sulla rivista pediatrica UPPA: “le ricerche longitudinali compiute in varie parti del mondo, ma anche in Europa, sul potenziale di sviluppo che il nido rappresenta sui bambini nell’arco della vita non lasciano dubbi a proposito. I bambini che frequentano nidi di qualità hanno maggiori possibilità di affermarsi nella vita sia dal punto di vista degli apprendimenti culturali e quindi scolastici, sia dal punto di vista del successo individuale”.

Come scegliere il nido giusto

Dopo una serie di valutazioni abbiamo deciso di iscrivere il nostro piccolo al nido, ma  ora ci ritroviamo di fronte ad una seconda scelta, quale nido preferire?

Scegliere il nido giusto è importante per riuscire a rispondere in maniera adeguata alla fase di sviluppo del proprio bambino e ai suoi bisogni di crescita. Inoltre, quel nido rappresenterà per il piccolo il luogo in cui per la prima volta si attua il passaggio dalla dimensione familiare a quella sociale.  

Un percorso positivo del bambino nel contesto nido diviene un momento importante e denso di emozioni per tutta la famiglia. Esso è legato soprattutto alla serenità trasmessa al bambino dalla mamma e dal papà rispetto a quell’esperienza. Serenità che certamente proviene dalla fiducia e dalla stima verso le educatrici e le attività della struttura che si è scelta. 

Come fare quindi a compiere una scelta serena e consapevole?

In realtà non esiste una sola risposta a questa domanda, né un vademecum valido per tutti. Ogni bambino e ogni famiglia hanno caratteristiche e bisogni unici e diversi che influenzano questo tipo di decisione. 

che cosa ci può orientare nella scelta?

Il nostro paese offre una buona varietà di servizi di qualità nel settore pubblico e in quello privato, seppur con qualche differenza a seconda dei territori. Accanto al sistema statale è previsto un sistema integrato privato o convenzionato di educazione e di istruzione per la fascia 0-6 anni. Esistono infatti servizi come nidi in famiglia, spazi gioco, micronidi e asili nido e anche diverse proposte pedagogiche, quali nidi montessoriani, nidi nel bosco, nidi steineriani e molti altri, anche più innovativi.

La prima cosa che sicuramente possiamo fare è informarci circa le possibilità offerte dal territorio di residenza. Fatto ciò, pensiamo a quello di cui veramente il nostro bambino ha bisogno per la sua crescita (attenzione, il nostro bambino, non noi!) cosa gli servirebbe per sentirsi accolto e sereno e quali esperienze possono offrirgli le strutture che stiamo prendendo in considerazione.

Mettersi nei panni del bambino, per capire cosa può essere importante per la sua crescita, è un focus che guida il genitore nell’orientamento tra le diverse tipologie di servizi offerti.

Fatta una prima selezione in relazione alle proprie esigenze e bisogni, si possono consultare i siti on-line di riferimento delle strutture prescelte. Successivamente, per accertarsi della qualità del servizio, può essere utile fissare un appuntamento che permette di conoscere il personale del nido e di fare un sopralluogo della struttura.

 A questo punto si può fare una valutazione rispetto a:

 

  • gli spazi interni – se sono puliti e accoglienti, abbastanza ampi, predisposti secondo l’età e le esigenze dei bambini e se sono presenti tutti i confort, come seggioloni, fasciatoi, ecc..

L’organizzazione dell’ambiente costituisce un aspetto fondamentale dell’azione educativa. L’ambiente del nido è il luogo in cui avvengono i rapporti educativi, dove si sviluppano vissuti  attraverso i quali il bambino sperimenta e costruisce la sua identità. Nello spazio si cresce e si educa. Il setting deve essere curato e predisposto all’accoglienza. L’ambiente formativo in cui i bambini si ritrovano condiziona enormemente la qualità dell’apprendimento. I criteri di una struttura sicura, curata e accogliente sono quelli che definiscono una scuola “a misura di bambino”.

  • Gli spazi esterni – se sono presenti e in quale misura e se c’è contatto con la natura.

Le uscite in giardino costituiscono per i bambini non solo occasioni per giocare all’aperto con i giochi pre-strutturati presenti, ma anche e soprattutto opportunità di scoperta, ricerca, esplorazione e conoscenza in totale libertà. Numerose ricerche hanno evidenziato che i bambini amano fare esperienze all’aperto, imparano meglio e prima, crescono più sicuri, creativi ed indipendenti. Inoltre, lo spazio esterno consente ai bambini, di qualunque età, di esprimere tutta la loro fisicità.

  • Gli arredi – favoriscono l’autonomia e il libero movimento dei bambini? Sono strutturati in maniera flessibile?

All’interno di ciascuna sezione dovrebbero esserci mobili e arredi che rendono l’ambiente accogliente e gli stessi dovrebbero essere predisposti al fine di favorire l’autonomia e la produttività del bambino e di stimolarne la curiosità. E’ anche importante porre attenzione alla loro strutturazione, in quanto una sistemazione degli arredi poco flessibile, che non permetta di modificarne la disposizione, tenderà ad offrire ai bambini contesti di apprendimento limitati e ripetitivi.

  • I materiali – i giochi e le esperienze educative proposte stimolano la creatività, l’esplorazione, lo sviluppo motorio, sensoriale e cognitivo? All’interno della sezione vi sono luoghi o angoli distinti in cui il bambino può sperimentare differenti attività in relazione alle diverse finalità pedagogiche?

Lo spazio è una risorsa, un piccolo sistema organizzato di opportunità, in cui dovrebbero essere principalmente presenti in funzione delle proposte educative:

  1. L’angolo del gioco simbolico, in cui il bambino gioca a “far finta di” e si immedesima nel ruolo dell’adulto. Qui possiamo trovare la zona della cucina, lo spazio dei travestimenti, ecc….
  2. L’angolo delle costruzioni, dove si trovano varie ceste contenenti costruzioni di diversi materiali.
  3. L’angolo degli incastri di legno.
  4. L’angolo della lettura, dove i bimbi possono accedere liberamente all’espositore in cui sono sistemati i libri.
  5. L’angolo morbido, ovvero uno spazio con cuscini e tappeti dedicato ai bimbi più piccoli, all’accoglienza o al momento delle coccole.
  6. L’angolo delle attività sporchevoli, lo spazio dove i bambini possono sperimentare le sensazioni offerte dall’utilizzo di diversi materiali.
  7. L’angolo o la stanza della psico-motricità, uno spazio attrezzato con tappeti di varie forme e dimensioni ed una piscinetta di palline colorate.

Questi sono spazi che si presentano ordinati e raccolti, progettati con lo scopo di offrire un’atmosfera familiare, di vita quotidiana e a misura di bambino. Per essere efficaci gli angoli devono essere ben pensati ed identificabili.  

Il gioco è la principale attività del bambino e riveste un ruolo formativo determinante per lo sviluppo della sua personalità. Di conseguenza è fondamentale che le attività siano espresse in forma ludica; attività grafico-pittoriche, attività manipolative, attività linguistiche e cognitive, devono essere destinate e adattate alle diverse fasce di età dei piccoli.

  • In che cosa consiste il progetto educativo e come si delinea l’orientamento pedagogico? Può essere condiviso con i genitori?

Il progetto educativo è di fondamentale importanza perché è lo strumento attraverso il quale il nido rende trasparenti e leggibili i sui principi, la sua anima, i suoi credo e, più concretamente, ciò che fa. In esso vengono presentati gli obiettivi educativi, ovvero le mete, i percorsi educativi e le attività correlate; il metodo educativo, ovvero le modalità organizzative ed operative; e infine la programmazione educativa, che consiste nella elaborazione degli interventi in funzione alle esigenze di ciascun bambino e nella predisposizione delle condizioni più idonee ad uno sviluppo armonico della personalità, dell’intelligenza affettiva e della socializzazione.

  • La retta mensile – il costo del servizio non è certo un elemento da sottovalutare. In questo punto ci chiediamo banalmente che cosa sia compreso nel prezzo. La merenda, il pasto, i bavaglini, i lenzuolini, le salviette… Dovremmo valutare in base alle nostre disponibilità economiche e fare un’analisi del rapporto qualità prezzo anche in relazione ai competitors sul territorio.
  • La ruotine è ben delineata e rispetta i tempi e i bisogni del bambino?

La routine è una costante fondamentale che permette al nostro piccolo di capire e di inserirsi nel mondo degli adulti. E’ una certezza che  rassicura i più piccoli e li orienta nello spazio, nel tempo, nella quotidianità. Attraverso gesti che si ripetono ogni giorno, il piccolo crea un rapporto individuale sia con gli altri bambini, sia con gli educatori. La ripetizione di alcune azioni, come ad esempio lavarsi le mani prima di andare a mangiare, togliersi le scarpe prima di fare la nanna, ecc, insegnano e trasmettono abitudini sane che favoriscono la sensazione di sicurezza, aumentano l’autoefficacia e rafforzano l’autostima.

  • Il personale – è qualificato e investe nella relazione? Il numero di educatrici è adeguato? Qual è la nostra prima impressione?

Questi sono indicatori di qualità importanti. La qualità professionale degli  educatori si esprime attraverso l’empatia che riescono a sviluppare con i bambini, con le famiglie e con i colleghi. Questa capacità di stabilire relazioni significative a tutti i livelli, permette di creare un rapporto di continuità orizzontale e verticale di cui beneficeranno i bambini e il lavoro stesso degli educatori. Altro elemento che caratterizza la professionalità dell’equipe educativa è sicuramente la flessibilità, cioè la capacità di adattarsi agli imprevisti, trasformandoli in punti di partenza su cui riflettere e  migliorare il  proprio lavoro.

Inoltre, preziosa è la preparazione. La formazione permanente di tutto il personale, oltre che un dovere, è un diritto dell’educatore per lavorare sempre meglio con competenza e professionalità. La qualità educativa dei servizi, infatti, dipende in primo luogo dalla preparazione del personale. La formazione continua è indispensabile in questo ambito poiché la realtà educativa è estremamente mutevole: i bambini sono diversi fra loro, cambiano nel tempo come cambiano i bisogni, le aspettative, i riferimenti culturali e si modificano le conoscenze psico-pedagogiche dell’infanzia.

  • L’importanza di porre al centro del processo formativo i bambini con i loro diritti e le loro competenze. I bambini rappresentano il primo “valore” da riconoscere e condividere. Sia l’organizzazione del servizio, sia le scelte educative è importante che ruotino attorno a questo principio in modo coerente e solidale, affinché il potenziale di ogni bimbo possa svilupparsi, per ciascuno in modo diverso e seguendo la propria personale modalità, i tempi individuali e le proprie peculiarità. Ci sarà il bambino più portato all’espressione corporea, o alle attività motorie, quello più incline all’ambito artistico e creativo, quello più riflessivo o più portato alle attività logiche, ma ognuno di loro è espressione di quel potenziale che meravigliosamente, se lasciato agire, sboccerà.
  • Il servizio mensa è curato, semplice, stimolante?

Il momento del pasto per un bambino è davvero importante, a tavola il bambino socializza, sperimenta, conosce, scopre e pertanto si alimenta non solo di cibo. Un menù vario, equilibrato, che offre cibi freschi è sicuramente il più idoneo per garantire una corretta e sana  alimentazione del bambino. Non dimentichiamoci che l’alimentazione è di fondamentale importanza in quanto influenza profondamente lo stato di salute, soprattutto in età evolutiva. Se quel pasto sano e nutriente viene consumato in un locale accogliente in cui si favorisce la convivialità e la socializzazione con il gruppo, allora il bambino può realmente nutrirsi a tutti i livelli.

  • I genitori sono coinvolti nella proposta e nelle attività di servizio?

Un  altro  aspetto  molto  importante come indicatore di qualità dell’asilo nido, è sicuramente il supporto che la struttura offre ai genitori, il dialogo e la collaborazione con le  famiglie. La famiglia, infatti, rimane sempre un punto di riferimento fondamentale per garantire il benessere complessivo del bambino. E’ costruttivo condividere con i genitori strategie e metodi per comprendere al meglio le loro esigenze famigliari e le necessità del piccolo e per creare una continuità pedagogica fra tutti gli adulti che ruotano intorno al bambino.

 

Ricapitolando, quindi, gli aspetti da analizzare per una corretta scelta del servizio, sono: la qualità degli spazi interni ed esterni, la struttura e l’arredamento della sezione, la qualità delle attività proposte, il progetto educativo, la tariffa richiesta, il servizio mensa, la preparazione del personale e il grado di coinvolgimento della famiglia da parte del servizio.

 

Un buon servizio, si arricchisce attraverso la consapevolezza che non conta tanto il numero di attività proposte ma come esse vengono presentate, programmate, curate, seguite e realizzate, in relazione ai bisogni e alla potenzialità di ciascun bambino nello specifico e della comunità in generale. Ciò che conta è la qualità delle relazioni con l’altro e con gli ambienti. Ciò che conta è il confronto fra colleghi su quanto succede in sezione e sulle risposte da parte del bambino e della sua famiglia.

 

Buona scelta!

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