Doula

La Doula che sono, la Doula che sarò.

Circa 4 anni fa conobbi, tramite una amica, una dolce donna che, oltre alle tante belle cose che faceva, era una doula… non sapevo cosa fosse, mi sono informata e quello che ho scoperto mi è piaciuto moltissimo.

Ora immagino che molti di voi si stiano chiedendo cosa significhi essere una doula e quindi arriverò subito al nocciolo cercando di colmare la vostra curiosità e, perché no, accendendo nuovi interessi.

Chi è la Doula?

La Doula è una figura professionale che accompagna e supporta la donna e il nucleo familiare dal momento della gravidanza, passando per il travaglio, parto, post parto fino all’anno del bambino. La doula si occupa del sostegno emotivo e del benessere della donna e della famiglia portando la sua esperienza personale e la sua formazione. Offre un aiuto confidenziale, intimo, su misura, rispetta le scelte della famiglia e l’accompagna senza giudizio.

Un modo molto bello di definire il ruolo della doula, che secondo me rende perfettamente l’idea, è “far da madre alla madre”. Questa espressione esprime perfettamente il calore, il supporto che una doula può donare, il conforto che una madre o una sorella possono offrire con l’aggiunta della professionalità e delle competenze che contraddistingue questo sostegno. Inoltre questa definizione mette bene l’attenzione su quella che è la priorità della doula ovvero la mamma/donna.

Poche righe fa ho accennato al fatto che questa è una figura professionale; infatti, la professione della doula è considerata tale ai sensi della legge 4/2013. La doula non è una figura medica e per questo non offre consigli a livello medico. Nei casi in cui dovesse servire tale supporto, la doula delegherà ad altri professionisti preparati a gestire quella particolare situazione.

Una doula offre il proprio aiuto supportando e orientando le donne e/o le coppie a prendere  delle scelte in merito alla gestazione, per esempio, come desiderano essere seguiti nella gravidanza e nel post parto, quale stile di maternage adottare, se allattare al seno o artificialmente, ecc.. non dona mai un consiglio soggettivo o una soluzione, bensì offre informazioni (basate su evidenze scientifiche), alla donna e alla coppia, in modo da renderli più consapevoli affinché possano scegliere con cognizione di causa e trovare soluzioni che rispondano ai loro bisogni e a ciò che realmente desiderano.

Parlando di bisogni, la doula fa si che le necessità della donna e/o coppia vengano a galla, ascoltati e compresi. Questo dona sicurezza e consapevolezza, ed essere consapevoli di ciò di cui abbiamo bisogno è una grande risorsa.

La professione della doula è una professione di tipo relazionale dove ad essere maggiormente importante non è il “fare” ma “l’essere”, non è il “come fare” ma il “come esserci”. L’attenzione di una doula è principalmente rivolta alla mamma e il più delle volte il focus va distolto dal bisogno del bambino per sintonizzarlo su quello della mamma; come recentemente ha detto una mia compagna di corso: “Non sono la madre del bambino ma la madre della madre”!

Etimologia del termine

“Doula” arriva dal greco antico ed era il termine usato per identificare le “schiave di famiglia” delle donne greche che si occupavano di tutto ciò che riguardava la vita familiare e personale ma erano soprattutto importanti durante il parto; in questo momento, infatti, esse si dedicavano a ciò che attualmente definiamo “supporto emotivo”. Erano anche le custodi e professioniste del sacro ed infatti avevano funzioni anche di mediazione religiosa. All’epoca il concetto di nucleo famigliare era molto diverso e le doule di fatto facevano parte della famiglia, essendo così sia lavoratrici professioniste, che componenti famigliari. Un bell’esempio di doula viene raccontato nel mito di Galati, doula di Alcmena, mentre quest’ultima dà alla luce Eracle.

Non mi dilungo oltre raccontandovi il mito di Galati, che però è molto bello ed esplicativo e se siete curiosi leggete questo articolo (preso da un sito, ilcerchiodellaluna.it, interessantissimo di cui consiglio la consultazione) dove, non solo viene raccontato il mito, ma questo viene utilizzato per una bellissima analisi psicologica del parto.

AAA Cercasi Doula

Il fatto di avere una doula accanto è una scelta… ma dove posso trovare una doula? Attraverso quali canali?

Mondo Doula, l’associazione professionale di cui faccio parte come “socia in formazione”, mette a disposizione sul suo sito una lista di doule suddivise per regione, consultabile dalle coppie anche per prendere i contatti.

Qui di seguito vi metto due link al sito in modo che possiate dare uno sguardo e farvi una idea più chiara sull’associazione e della lista di cui vi ho appena parlato.

https://www.mondo-doula.it/

https://www.mondo-doula.it/trova-la-tua-doula/

Ma all’atto pratico…?

Questa è una delle domande più frequenti che mi viene posta quando spiego che cosa sia una doula:

“ma all’atto pratico una doula cosa fa? Mi fai degli esempi pratici?”,

Una doula che segue una donna e/o il nucleo famigliare…

durante il periodo della gravidanza può:

  • sostenere e aiutare ad orientare la donna o la coppia nelle tante scelte da fare nel periodo della gravidanza;
  • accompagnare la mamma alle visite se è da sola e nel caso sentisse il bisogno di compagnia;
  • aiutare la donna e/o coppia ad esternare ed esplorare paure, ansie e tensioni che caratterizzano le varie fasi della gravidanza;
  • aiutare la coppia a stilare il loro piano del parto;
  • preparare la donna e/o la coppia al travaglio e al parto sia a livello pratico, sia emotivo. In pratica, guidando la donna ad esercizi preparatori e orientandola su quali possono prepararla al parto o tornarle utili durante il travaglio; oppure aiutando a preparare il necessario per l’arrivo del bambino; ecc… A livello emotivo, invece, permette di esorcizzare paure ed esplorare emozioni che potrebbero essere rivissute durante il travaglio e il parto.

Durante il travaglio e il parto la doula può:

  • essere un sostengo per la coppia dando motivazione e sorreggendo i momenti di sconforto che possono sopraggiungere;
  • essere un sostegno in più per il compagno che assiste la partoriente poiché esso/a prima o poi avrà necessità fisiologiche da soddisfare e la presenza di una Doula può fare si che la futura mamma non rimanga mai sola e senza sostegno;
  • aiutare la coppia a ricordare e far valere i propri desideri di travaglio e parto;
  • tradurre alla mamma e/o coppia alcune situazioni che per questi ultimi potrebbero sembrare poco chiare donando chiarezza e consapevolezza di ciò che si sta vivendo;
  • ricordare alla futura mamma di rifocillarsi mangiando uno spuntino e bevendo.

Durante il puerperio la doula può:

  • aiutare nell’accudimento del neonato;
  • dare sostegno durante l’allattamento;
  • aiutare ad orientarsi nelle scelte di maternage;
  • ascoltare, accogliere, elaborare paure, ansie e tensioni di vario genere;
  • aiutare la mamma ad elaborare il parto oppure farglielo semplicemente raccontare per metabolizzarlo;
  • aiutare nella gestione della casa;
  • aiutare nella cura del bambino per permettere alla mamma di dedicarsi a ciò di cui ha bisogno (una doccia, una dormita, una passeggiata, la pulizia della casa ecc.);
  • fare la spesa o preparare un piatto caldo, il pranzo o la cena per la mamma e/o coppia che sarà molto concentrata sul neonato e che dovrà prendere dimestichezza con i nuovi ritmi.
  • essere una “semplice” compagnia in un momento delicato dove spesso si vive la solitudine.

Come dicevo prima una doula è presente nella vita della donna/famiglia fino all’anno del bambino e, più la coppia prenderà dimestichezza con la maternità, più il sostegno diventerà probabilmente meno costante e necessario. Non sottovalutiamo, però, questo sostengo perché il primo anno del bambino è un periodo ancora molto delicato, in cui la maternità si scontra con gli obblighi “imposti” dalla società e spesso le mamme si trovano a vivere difficoltà che, se condivise e sostenute, sono più semplici da accettare e affrontare e magari diviene anche più facile trovare delle soluzioni.

Questo è un ventaglio di esempi di ciò che la doula può offrire nel suo accompagnamento, sicuramente avrò dimenticato qualche punto ma questo perché ciò che può offrire la doula si cuce addosso alla mamma e alla famiglia che essa accompagna, si cuce sui bisogni che la mamma e la famiglia esprimono e questo può portare su vie magari inesplorate, sempre nel rispetto delle competenze e dei limiti professionali di una doula.

Inoltre, nell’elenco fatto sopra ci sono azioni che possono sembrare molto intime e che potrebbero dare l’idea di un’intrusione, in realtà la doula è una figura sempre molto discreta e sa riconoscere, attraverso l’osservazione e l’ascolto, quando è il momento di fare un passo indietro per preservare l’intimità della coppia o di una situazione.

La mia esperienza di mamma accompagnata da una doula

Come ormai molti di voi sanno, sono in dolce attesa del mio secondo bambino. Quando sono rimasta incinta avevo già deciso che avrei intrapreso questo percorso formativo ed allora mi sono anche detta “bhe non posso non sperimentare sulla mia pelle la bellezza di essere accompagnata da una doula in questa seconda gravidanza”.

Così ho chiesto informazioni alla docente con cui avevo fatto il colloquio conoscitivo per entrare nella scuola delle doule che si è ben offerta di accompagnarmi. Abbiamo fatto una chiacchierata in cui mi ha chiesto qualche informazione, che tipo di accompagnamento desiderassi e in che modo lei poteva essermi di aiuto. Io ho espresso così la mia necessità di supporto emotivo, piuttosto che pratico e, dopo aver parlato un po’ e pattuito la frequenza dei nostri incontri, ci siamo salutate.

Marzia ha conquistato subito il mio cuore, la sua voce calda, il suo modo accogliente e rassicurante… niente, lei era proprio la mia doula!

Incontro dopo incontro abbiamo iniziato a sfogliare il libro del mio inespresso, del mio non verbalizzato, ha saputo rendere ancor più forti e concreti i miei desideri, i miei bisogni e quelli di mio marito, ha ridato voce ad emozioni accantonate, ha permesso al mio primo parto di essere rivissuto e di prendersi il merito che gli spettava ed io con lui, mi ha aiutata a trovare un modo per connettermi con il bambino che ho in grembo, non vedo l’ora di incontrarla per raccontarle i sogni fatti e comprendere cosa questi dicono di me ora in gravidanza, ecc.

Ancora tanto dobbiamo scoprire e sicuramente ancora tanto sarà il suo sostegno nei prossimi mesi e non vedo l’ora di scoprire cosa verrà…

Da mamma posso dire, ad oggi, che la doula è un “mai più senza” della gravidanza e della maternità e personalmente, per la mia esperienza e per ciò di cui ho bisogno, la mia combinazione perfetta è quella formata da una doula e una ostetrica. Due figure che sanno lavorare con empatia e che sanno darti degli strumenti pratici, che ti danno fiducia e promuovono l’empowerment.

Sono una doula perché…

Mi sento di essere una doula principalmente  perché, naturalmente, mi piace dare sostegno, aiutare chi è in difficoltà specialmente nei settori in cui ho esperienza, mi piace offrire informazioni a chi ne è privo e soprattutto a chi ne sta cercando. Mi piace l’idea di poter offrire la possibilità di scegliere, scegliere che direzione prendere, scegliere che strategie usare per l’accudimento di un neonato, ecc. Questo perché la scelta è il nostro più grande potere! Mi sento una doula perché, un po’ per caratteristiche naturali, un po’ per deformazione professionale, sono allenata a dare sostegno emotivo ai genitori. Facendo l’educatrice mi capitava quasi giornalmente di confrontarmi con genitori in cerca di sostegno emotivo, di un incoraggiamento, di una mano sulla spalla, o ancora di più, di qualcuno che li tenesse per mano. Camminare al fianco o un passo in dietro a chi vuole il mio sostegno mi rende felice, felice di sapere che loro sanno camminare da soli ma per qualsiasi incertezza o disorientamento possono voltarsi e trovare una persona fidata che li sostiene e li accompagna.

Voglio diventare una doula perché….

Sicuramente vorrei essere una doula che ha migliorato le sue qualità già pre esistenti, che ha imparato ancora di più a comunicare in modo corretto, efficace e rispettoso, che sa ascoltare e riconoscere i bisogni reali, che ancora di più ha imparato a non giudicare ponendosi con apertura verso l’altro, senza rigidità ed offre il suo aiuto super partes. Vorrei diventare doula per poter avere la possibilità e la capacità di portare dei cambiamenti nel sistema di accompagnamento e assistenza alle donne in gravidanza e alle famiglie e nel post parto perché, avendone avuto esperienza personale come genitore, è ancora troppo poco ciò che viene offerto e garantito. Credo che anche in questo ambito ci sia bisogno di figure professionali trasversali che possano compensare e complementare il lavoro già offerto da altri professionisti; Il lavoro in team e la multidisciplinarietà sono concetti che mi affascinano, di cui riconosco l’immenso potere e con cui ho avuto modo di confrontarmi a livello professionale e vorrei diventare doula anche per poter avere la possibilità di sperimentare tutto questo nell’ambito del sostegno alle donne e alle famiglie.

La doula per me è tutto questo e ancora di più: è una carezza, è respirare insieme in silenzio, è danzare allo stesso ritmo, è dare ascolto vero, è porgere una mano, è aiutare le mamme e le famiglie a riconoscere le proprie competenze, è cullare, guardare avanti con fiducia, dare sicurezza e conforto, preparare una tisana o un piatto caldo, scaldare il cuore…

Mille altre cose può essere una doula e la bellezza di questo ruolo è che ognuna di noi può essere la doula che desidera e sente di essere, portando se stesse, la propria Essenza, al servizio di altre donne e famiglie.

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