la cameretta dei bambini

LA CAMERETTA DEI BAMBINI: PROMUOVERE L’AUTONOMIA E FACILITARE IL RIORDINO

La Cameretta dei bambini è quel luogo che noi genitori non vediamo l’ora di progettare ed organizzare, ma che ben presto ci troveremo a guardare con occhi scoraggiati e sconcertati per via del disordine ingestibile che sembra quasi possederla.

Ma allora, come riuscire ad organizzare una cameretta che permetta un riordino veloce, semplice e man mano sempre più autonomo per i nostri bambini?

Come organizzare una cameretta che promuova l’autonomia del bambino in termini di scelta degli spazi da poter occupare e giochi da voler utilizzare?

In questo articolo ci occuperemo proprio di questo, per darvi qualche idea su come rendere la cameretta dei vostri bambini un luogo accogliente e ordinato. Un posto in cui il piccolo possa entrare in contatto con tutto ciò che stimoli la sua creatività, la sua fantasia, il suo bisogno di autonomia,la sua voglia di immedesimarsi e, perché no, di rilassarsi.

Indice dei Contenuti

Organizzare La Cameretta In Base All’Età

La prima cosa da definire è l’età del bambino poiché, in base a questa, l’organizzazione dello spazio varierà considerevolmente.

Nel periodo 0 – 6 anni solitamente il ciclo di vita viene suddiviso secondo le seguenti fasce di età:

  • neonato fino ai 28 giorni di vita,
  • lattante da 1 a 12 mesi,
  • prima infanzia dai 12 ai 24 mesi,
  • seconda infanzia dai 2 ai 6 anni.

Ad ogni fascia di età corrispondono specifiche esigenze cognitive, motorie ed emotive e gli spazi che i bambini vivono, casalinghi o educativi che siano, dovrebbero rispondere esattamente a tali necessità.

Se nostro figlio è un lattante…

La cameretta dovrebbe contemplare uno spazio dedicato al cambio e alla cura del neonato, composto da un fasciatoio con cassettiera per riporre gli indumenti. Consiglio sempre di organizzare questa zona in maniera molto pratica, in modo che tutto sia sempre a portata di mano senza il rischio di doversi allontanare nel pieno di un cambio magari anche particolarmente difficoltoso!

Dovremmo poi considerare uno spazio dedicato alla motricità, organizzandolo con dei tappetoni morbidi in modo da poter proporre degli esercizietti motori e lasciarlo sperimentare con il proprio corpo e con oggetti o giochi pensati per la sua età. Fate in modo che ci siano anche degli appigli sicuri che il piccolo possa usare quando inizierà a provare ad alzarsi in piedi. Consiglio di aggiungere in questa zona uno specchio cosicché il bambino possa vedersi e prendere conoscenza e coscienza di sé.

Su questo strumento ci tengo soffermarmi un attimo e dare qualche indicazione in più perché ne vale veramente la pena.

Lo specchio è un “must have” dell’infanzia, un oggetto fondamentale, di grande supporto per lo sviluppo della coscienza di sé, che, in base all’età, varierà nella funzione e nel posizionamento nello spazio.

Nella fascia dai 6 ai 18 mesi, infatti, il bambino inizierà a riconoscere la propria figura nello specchio e pian piano apprenderà che quella figura riflessa è proprio la sua immagine, il suo Io. In questa fase lo specchio infrangibile potrà essere posizionato orizzontalmente, su tappeti morbidi, in modo che il bambino possa essere posto sopra lo specchio in posizione prona. Così posto, egli potrà effettuare i suoi primi esercizi muscolari e, nel tentativo di vedere l’immagine riflessa nello specchio, si eserciterà ad alzare la testa. Successivamente, nei suoi primi gattonamenti, inizierà a prendere coscienza di se stesso e giocherà con la sua immagine riflessa.

Quando il bambino sarà più grande ed autonomo, lo specchio potrà essere girato in verticale. Tuttavia, dovrà essere posto ad un’altezza idonea al bambino in modo che possa sempre vedere la sua intera immagine, dalla testa ai piedi.

Man mano che il bambino cresce, intorno ai 24 mesi, lo specchio si trasformerà in un gioco di imitazione degli adulti. In questa fase un gioco che piace molto ai bambini è quello dei travestimenti e lo specchio gli permetterà di vedersi trasformato col travestimento scelto.

Ritornando alla nostra cameretta da lattante, oltre allo spazio dedicato alla cura del neonato e lo spazio dedicato all’attività motoria, a me piace aggiungere, un angolo lettura, perché credo sia importante già in tenera età.

Preferite una libreria frontale e posizionata bassa in maniera che il bambino sia autonomo nel prendere il libro che desidera. In queta fascia di età prediligete libri sensoriali o cartonati cosicché il libro possa essere “oggetto tra gli oggetti” e possa soddisfare l’esigenza esplorativa del bambino. Non mancheranno poi i momenti in cui deciderete di leggere a vostro figlio, con la consapevolezza però, che le loro manine istintivamente tenteranno l’esplorazione non permettendovi, talvolta, di terminare la lettura.

Come notate, non contemplo il lettino nella cameretta del lattante perché, per scelta personale, preferisco dorma nella stanza con mamma e papà. Se invece preferite mettere il lettino nella stanzetta, cercate la posizione più congeniale. Sul tema del cosleeping vi suggerisco la lettura di un nostro articolo Cosleeping E Bed-Sharing, Di Necessità Virtù.

In questa fase, ovvero fino all’anno di età, il riordino può essere un buon esempio che noi diamo ai nostri bambini, consapevoli che a loro serve sapere che ad ogni oggetto corrisponde un posto e coscienti del fatto che l’ordine esterno è funzionale allo sviluppo dell’ordine interno, ma non possiamo pretendere che essi siano partecipi nell’attività. Magari potremmo coinvolgerli chiedendo di passarci qualche oggetto da riporre al proprio posto.

Se nostro figlio è nella fascia di età tra i 12 e i 24 mesi…

La cameretta avrà, probabilmente, ancora un fasciatoio e/o uno spazio dedicato alla cura e vestizione del bambino. Questo probabilmente muterà con la crescita e si trasferirà in bagno o là dove ogni famiglia preferisce, in base alle proprie abitudini e preferenze.

La cameretta in questa fascia di età conviene organizzarla in maniera più “settoriale” sia in termini di angoli dedicati a specifici giochi e attività, sia in termini di contenitori in cui riporre i giocattoli.

Potremo infatti cominciare a organizzare vari angoli come l’angolo del gioco simbolico dove il bambino potrà trovare per esempio la cucina, il tavolo degli attrezzi, le bambole, ecc. Altro angolo potrebbe essere quello del cosiddetto gioco libero, ovvero uno spazio dove ci sono giochi ben sistemati, quali macchinine, costruzioni, animali e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe carino posizionare, nei pressi di questa zona, un tappeto e dei cuscini cosicché il bambino, che naturalmente ama giocare per terra, possa farlo senza raffreddarsi, soprattutto se abbiamo pavimenti particolarmente freddi. In ogni caso un tappeto rende l’ambiente più caldo ed accogliente.

L’angolo lettura continuerà ad essere presente ma ovviamente muteranno le letture. Potrebbe essere carino avere in questa zona delle poltroncine sulle quali il bambino potrà andare a sfogliare il libro scelto. Non sono indispensabili però perché potrà anche andare a sedersi sul tappeto o in altre zone della camera per lui confortevoli.

È carino offrire un angolo relax dove ci si possa semplicemente rilassare, giocando con il gioco preferito o dove ricevere qualche coccola. Questo angolo può essere costituito, ad esempio, da un pupazzo molto grande su cui sdraiarsi oppure un letto non necessariamente utilizzato per dormirci la notte ma anche solo dedicato ai sonnellini pomeridiani o per, appunto, sdraiarcisi in un momento di relax, con qualche peluches. In questo modo il bambino potrà, inoltre, cominciare a familiarizzare con quello che poi diventerà, a tempo debito, il suo letto anche per il riposo notturno.

Uno strumento per il rilassamento e non solo è la tenda; non mi dilungo sul tema perché già affrontato in precedenza e per approfondire vi consiglio la lettura del nostro articolo La Capanna, Un Gioco Magico Per Crescere.

Se nostro figlio è nella fascia 2 – 6 anni…

L’organizzazione degli spazi non varierà molto da quella appena descritta, muteranno ovviamente i giochi proposti nel rispetto dell’età e degli interessi personali del bambino. Anche i libri che popolano la libreria muteranno diventando man mano più complessi.

In questa fascia il letto acquisirà un ruolo sempre più importante.

Personalmente non contemplo nelle camerette l’angolo per le attività perché preferisco svolgerle sul tavolo della cucina o della sala per due motivi principali: il primo è la comodità di avere più strumenti a portata di mano, ma questo dipende anche da come è organizzata la vostra casa; il secondo motivo è che, una volta terminata l’attività, con cui magari abbiamo sporcato molto, il bambino può comunque andare in camera a giocare liberamente, mentre noi ripuliamo la zona in cui abbiamo lavorato.

In queste ultime due fasce di età possiamo iniziare a coinvolgere sempre di più il bambino nel riordino ma dedichiamoci un capitoletto a parte.

Riordinare La Cameretta

Il riordino della cameretta scoraggia mediamente tutti, quando entriamo nella camera e vediamo un letto di giochi sul pavimento veniamo assaliti dallo sconforto, vorremmo solo mettere tutto in un cesto enorme e buttare via tutto. Poi però respiriamo e via, si entra nella camera e si mette in ordine.

Come ho sottolineato nei paragrafi precedenti l’ordine esterno aiuta lo sviluppo dell’ordine interno e dovremmo abituare i nostri bambini all’idea che riordinare i giochi faccia parte dell’attività ludica. Uso il condizionale perché conosco le dinamiche familiari e so che la stanchezza spesso ci allontana dai saggi propositi. So che la sera, per esempio, dopo cena magari si va a giocare un po’ in camera, o magari il bambino più grandicello va a giocare autonomamente nella sua stanza mentre noi sbrighiamo le faccende domestiche post cena. Poi arriva l’ora di prepararsi per andare a letto e non c’è più il tempo di mettersi a riordinare la camera… lo faremo domani! Ma avere il focus su ciò che è importante ci permette, il più delle volte, di trasmettere il concetto e far si che diventi parte di loro. Massimo, per esempio, ora che ha tre anni, quando c’è caos nella sua cameretta mi dice “ma c’è troppo disordine qui!” allora gli propongo il riordino e senza batter ciglio in dieci minuti riordiniamo tutto. Diventa poi una loro esigenza.

Come far partecipare attivamente il bambino a questa attività tanto da renderlo autonomo col tempo nel compito/esigenza di riordinare la propria cameretta?

Il primo consiglio che mi sento di darvi è: catalogate! Raggruppate le macchinine con le macchinine, animali con gli animali, costruzioni con le costruzioni, cibi con i cibi, utensili da cucina con utensili da cucina e così via. Raggruppateli in contenitori differenti e magari mettete su ogni contenitore un’etichetta che rappresenti iconograficamente ciò che contiene il contenitore stesso. Questa organizzazione sarà favorevole su più fronti:

  1. favorisce la competenza di catalogazione dei bambini;
  2. ci permette di rendere partecipe il bambino affidandogli il riordino di gruppi di giochi specifici;
  3. diminuisce la probabilità che il bambino tiri fuori una quantità di giochi spropositata alla ricerca del gioco che veramente gli interessa;
  4. man mano che cresce sarà più semplice per lui riordinare la camera se ogni cosa avrà il suo specifico posto e organizzando il riordino per categorie gli sembrerà un lavoro meno lungo e noioso.

Per quanto riguarda il secondo punto dell’elenco ci tengo a darvi qualche informazione e spunto in più. Per un bambino, soprattutto se più piccolo, la frase “metti in ordine la camera” ha poco senso, non riusciremo ad ottenere molto da questa richiesta per lui vaga. Se noi invece ci mettiamo con loro e li indirizziamo passo dopo passo in poco tempo metteranno in ordine e giorno dopo giorno diventeranno sempre più in grado di farlo autonomamente.

Un altro consiglio che tendenzialmente si dà quando si parla di riordino è: mettere via il gioco che si è terminato di usare prima di prenderne un altro. Nella realtà però non sempre è possibile rispettarla perché spesso capita che i bambini siano in camera a giocare mentre noi siamo affaccendati in altro e quasi sicuramente utilizzeranno più giochi senza mettere via quello precedentemente usato.  Personalmente credo, quindi, che questa regola si possa rispettare quando il bambino gioca in nostra compagnia ma non in autonomia.

Allenare I Bambini A Riordinare Step By Step

Potremmo iniziare il processo di autonomia riordinando con loro e dividendoci i compiti proponendo, per esempio, che loro mettano in ordine gli animaletti e noi gli utensili da cucina. Ecco che avere i giochi separati per categoria, in scatole differenti, ci permetterà di fare questa operazione con più semplicità.

Una volta notato che i bambini accolgono bene la richiesta e la portano a compimento, andiamo allo step successivo; noi saremo lì con loro ma il nostro ruolo nel riordino sarà meno attivo e più “direttivo” in modo da guidarli in una fase dove ancora non riescono a riordinare tutto in autonomia. In questa fase magari potremmo domandare loro dove dobbiamo riporre alcuni giochi con frasi tipo “non mi ricordo proprio dove dobbiamo mettere questo gioco”. Così testeremo il suo grado di autonomia.

Potremo poi passare allo step successivo: ci sediamo in un angolo e guidiamo le operazioni di riordino astenendoci ogni tanto dal dare suggerimenti e vediamo quanto loro siano in grado di procedere da soli. Di recente ho aggiunto uno step: iniziamo il riordino lì con loro poi diciamo di andare avanti un momento da soli mentre noi andiamo a mettere sul fuoco l’acqua per la pasta, per esempio, e quado torniamo ci renderemo conto se sono riusciti ad andare avanti da soli oppure se si sono “persi”.

Quando saranno capaci di riordinare senza la nostra costante guida e supervisione allora sarà anche il momento in cui potremmo provare a chiedere di “mettere in ordine la cameretta” da soli. Credo che però questo traguardo non possa essere raggiunto prima dei 4 o 5 anni, lavorandoci costantemente e abituando il bambino a questa attività.

Ripongo molta fiducia in questo metodo che ho sempre proposto sia al nido, sia a casa con il mio bimbo e non ha mai fallito. Con Massimo sta avendo nuovamente la stessa efficacia.

“Less Is More”

Spesso i nostri figli hanno le camerette piene zeppe di giochi ma se poniamo attenzione a quelli che utilizzano con vero interesse, potremmo contarli sulle dita di una mano.

Avere le camerette piene di giochi aumenta la probabilità che queste siano più in disordine di quello che potrebbero essere. Questo perché i bambini tirano fuori un gioco dopo l’altro ma in realtà nessuno attira per un tempo considerevole il loro interesse e la loro concentrazione.

Proviamo a togliere dalle stanze dei nostri figli i giochi inutilizzati, scremiamo, togliamo ciò che ormai è fuori target.

Potremmo, per esempio, organizzare un “turnover” di giocattoli mettendone a riposo alcuni e ripresentandoli quando quelli presenti hanno smesso di suscitare l’interesse inziale. Questi ultimi andranno a prendere una vacanza nel soppalco e faranno spazio ad altri giochi che avevamo conservato e che saranno in grado nuovamente di stimolare interesse e concentrazione.

Questa manovra permetterà ai nostri bambini di avere sempre giocattoli “nuovi”.

Escamotage Divertenti Per Coinvolgere I Bambini Nel Momento Del Riordino

Innanzitutto, il nostro atteggiamento è fondamentale, cerchiamo quindi di proporre di riordinare la cameretta con entusiasmo mettendo l’accento sul fatto che, una volta terminato, potremo fare altre bellissime attività.

Potremmo poi proporre di cantare delle canzoncine mentre si riordina in modo da rendere il momento più piacevole e spassoso. Potremmo iniziare il repertorio con una canzoncina di apertura, sempre la stessa, così da dare anche un senso di routine all’attività del riordino.

Come spunto vi scrivo il testo di una strofetta semplice che mi ha insegnato anni fa una mia collega che può diventare un ottimo richiamo e una bella canzoncina di apertura:

È tempo di, è tempo di, venire tutti qui.

Cosa si fa, cosa si fa, a posto si metterà.

Altro giochino da proporre per riordinare è una mini-gara, “finisci prima tu di rimettere in ordine le macchinine o io gli animaletti?”.

A fine riordino ricordiamoci sempre di gratificare il bambino dicendogli, per esempio, quanto è stato prezioso il suo aiuto, che sta proprio diventando grande e che ormai riesce a mettere a posto tutto senza il nostro aiuto, che ha fatto un ottimo lavoro ecc.

Per concludere ci tengo a specificare che tutte le indicazioni date in questo articolo non tengono conto delle metrature che ogni cameretta potrebbe avere. Nelle camerette più grandi si avrà maggior possibilità di organizzare più angoli rispetto alle stanzette più piccole.

Riassumendo però in pochi punti, ciò che conta quando progettiamo una cameretta è quindi:

  • Che tutto possa essere il più possibile fruibile in modo autonomo dal bambino
  • Che tutto possa avere il proprio posto in cui essere riposto.
  • Che gli spazi siano organizzati in maniera chiara e logica
  • Che sia un luogo stimolante e accogliente

 

È inutile dire che se abbiamo due o più figli il “gioco” per noi si farà più complicato perché dovremo cercare di organizzare gli spazi in modo che ogni bambino abbia uno spazio dedicato alla sua fascia di età.

Buona progettazione e riordino della cameretta a tutti!

Ti è piaciuto questo articolo oppure ti ha fatto venire in mente qualcuno a cui potrebbe interessare?

CONDIVIDILO!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email

…Se hai voglia di raccontarci la tua esperienza o condividere un tuo pensiero, lascia un commento sotto nello spazio dedicato!

Raccontaci la tua esperienza, condividi con noi il tuo pensiero o le tue domande