Reiki

Il Reiki: Un Percorso di Luce Verso la Trasformazione

Indice dei Contenuti

Molte persone sono venute a contatto con il Reiki nel corso della loro vita, anche solo in maniera marginale; è ancora frequente però trovare chi invece non ne ha mai sentito parlare.

Questo articolo l’ho scritto rifacendomi alla mia esperienza personale di Master Reiki e con l’ausilio di un magnifico libro regalatomi da mio marito qualche anno fa, “L’Anima del Reiki. Origini, fondamenti spirituali e guida pratica del metodo originale di Mikao Usui”.

Qui voglio raccontare del Reiki in maniera pratica ed intima cosicché vi possiate avvicinare a questa arte antica e potente con curiosità e fiducia.

Un pò di storia...

Non posso parlare di Reiki senza nominarne il padre fondatore e senza raccontarvi brevemente di lui e di ciò che avvenne dopo di lui.

Tutto ebbe inizio grazie a Mikao Usui (Yago 1865 – Fukuyama 1926) un uomo la cui vita professionale lo portò a viaggiare molto, in Giappone e all’estero, accrescendo così la sua già vasta cultura grazie all’esperienza. Era un grande esperto di filosofia, psicologia, teologia, aveva buone competenze in ambito medico e in pratiche di guarigione. Amava molto leggere e si dilettava con la poesia. Venne riconosciuto Dottore a livello onorifico.

Mikao Usui cominciò poi a riflettere sul senso della vita e su cosa per lui avesse realmente importanza oltre ai beni materiali. La ricerca delle risposte ai suoi interrogativi lo condusse in Cina, in India, in Nepal e nel Tibet.

È proprio in Tibet che conobbe i segreti più profondi di antichissime metodiche di guarigione e meditazioni speciali. Tornato in Giappone salì, come già aveva fatto in passato, sul sacro Monte Kurama, dove meditò e digiunò per giorni fino a raggiungere un particolare stato di coscienza, detto Satori, attraverso il quale venne iniziato e istruito su come trasmettere agli altri l’energia cosmica di guarigione. Da quel momento l’energia universale e il metodo attraverso cui canalizzarla vennero definiti da Mikao Usui Reiki.

Si ritiene che Usui abbia iniziato a praticare Reiki nel 1920. Nel 1921 ne avviò una scuola a Harajuku, Aoyama, in Tokyo. Condusse seminari e tenne molte sedute di guarigione. La sua fama crebbe in fretta, dovette aprire una clinica più grande a Nakano, fuori città, e ricevette riconoscimenti anche dal governo.

Dopo la morte di Usui, il Reiki si diffuse nel mondo grazie a importanti personalità tra i quali Chujiro Hayashi (1880 – 1940), che si impegnò molto per la diffusione del Reiki in Giappone e Hawajo Takata (1900 – 1980) grazie alla quale il Reiki si diffuse in Occidente. Seguirono poi le sue dirette allieve, Phillis Lei Furumoto che fondò agli inizi degli anni ’80 la Reiki Alliance e Barbara Weber Rey che, sempre negli stessi anni, fondò l’AIRA (American International Reiki Association), attualmente TRTIA (The Radiance Tecnique International Association). La storia di questi personaggi e di come hanno contribuito alla diffusione del Reiki è molto interessante, intrecciata e caratterizzata da controversie durate anni; ne consiglio l’approfondimento.

Solo dal 1989 comparvero i primi cosiddetti Master Reiki indipendenti, persone che, per vari motivi, non intendevano seguire i dogmi di uno o l’altro gruppo e che erano interessati esclusivamente all’approfondimento dello studio del Reiki per sviluppare una propria consapevolezza. Fu proprio grazie a questi Master indipendenti che il Reiki cominciò la sua fama, poiché fu reso economicamente più accessibile a molti. Da allora, così come desiderava il Maestro Mikao Usui, il Reiki si diffuse rapidamente.

Prima di paralre di Reiki...

Siamo figli della rivoluzione scientifica iniziata da Cartesio e terminata da Newton, che ha influenzato completamente il sistema di valori e la visione del mondo tutt’ora condivisa nella società occidentale.

L’indagine scientifica si basa su elementi quantificabili, oggettivi, indipendenti quindi dal soggetto che indaga. Questo ha fatto sì che si rafforzasse sempre di più il sentimento e la percezione di separazione.

Grazie all’ereditata visione meccanicistica dell’Universo, si è sviluppata incredibilmente la tecnologia e si sono fatti enormi passi avanti in campo medico. Siamo così arrivati oggi a vivere nella rassicurante visione che ogni evento è oggettivamente e logicamente spiegabile, consolidando la convinzione che la mente e l’anima, quando se ne ammette l’esistenza, siano separate dalla materia.

Questo dualismo è tuttora presente e forte, radicato a livello psicologico nonostante gli studi fisici contemporanei dimostrino la relazione e il costante scambio tra psiche e corpo come anche tra energia e materia. Già dalla fine dell’800, infatti, James Clerck Maxwell con la prima teoria moderna dell’elettromagnetismo e Darwin con la sua teoria dell’evoluzione iniziarono a far vacillare la meccanica newtoniana. Continuarono poi Einstein, con la fisica quantistica, Heisenberg, John Stewart Bell con il suo omonimo teorema, Carl Gustav Jung con le sue riflessioni sulla sincronicità.

Dalla meccanica newtoniana, ereditiamo anche il concetto occidentale di salute e malattia; in occidente infatti prevale l’oggettivazione del sintomo che sposta l’attenzione della persona su un oggetto (l’organo malato) e la rassicura, in quanto non deve preoccuparsi di cercare le reali motivazioni di quel malessere.

“Il medicamento ha efficacia, il dolore è rimosso ma l'uomo non ha più ricomposto sé stesso”.

Paolo Apolito, Lettere al mago, Liguori, Napoli, 1980.

Ecco che torniamo nuovamente al concetto di separazione: l’individuo non viene considerato nella sua interezza e manca un approccio olistico alla malattia che possa restituire una logicità alle manifestazioni patologiche.

Questo tipo di dinamismo e unitarismo lo possiamo trovare invece in Oriente dove l’approccio alla medicina è caratterizzato dall’equilibrio tra fisico, mente e spirito; se tra questi c’è armonia allora si è in salute. La consapevolezza e l’introspezione circa il proprio stato di salute viene valorizzato maggiormente nella medicina orientale che non in quella occidentale.

La malattia è un messaggio che, se colto ed interpretato, offre una possibilità d’introspezione in grado di ripristinare l’equilibrio perso.

Oggi, tutti noi siamo radicati in questa visione del mondo e della vita oggettivabile e quantificabile, e viviamo immersi in una società bombardante di stimoli, così abbiamo perso la dimensione del sentire nella sua accezione di percepire (dal latino “percipio”: “per” ovvero “attraverso”, “per mezzo di” e “capio” ossia “prendere”, nel senso di “intendere attraverso”). Pertanto, percepire (e quindi sentire) possiamo anche intenderlo come “lasciarsi attraversare”.

Sentire è un atto del cuore che permette di andare oltre il tangibile e alle ordinarie considerazioni mentali.

Attraverso un percorso di crescita personale ed interiore possiamo risvegliare il nostro sentire che giace solo appisolato in noi, offuscato dal rumore emotivo e mentale. Il Reiki può essere un percorso di crescita interiore che dona la consapevolezza di unità.

Il Reiki: che cos’è?

La parola Reiki è composta da Rei, che rappresenta l’aspetto illimitato e universale dell’Energia, il mistero, ciò che va oltre l’umana comprensione, e da Ki che rappresenta l’Energia Individuale.

Il Reiki è un’antica pratica energetica e di guarigione che permette di alleviare e sanare disagi fisici o emotivi mediante l’imposizione delle mani attraverso cui viene canalizzata l’Energia Vitale Universale. Ogni individuo può connettersi a questa energia potente e meravigliosa attraverso una “iniziazione” che segue un iter ideato da Mikao Usui e tramandato nel tempo. Ciò consiste nel sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda, sullo stesso livello vibrazionale del Reiki; una volta ricevuta l’iniziazione, si vibra quindi ad un livello più alto divenendo, così, un canale dell’energia Reiki.

Non è magia, ciò avviene per un processo logico e scientifico come, del resto, affermava il fisico Paul Dirac, annoverato tra i fondatori della meccanica quantistica, in una delle sue equazioni più famose secondo cui “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

Se trasferiamo questo concetto al momento dell’iniziazione, il meccanismo risulta più semplice e chiaro: i due sistemi che interagiscono sono l’individuo e l’Energia Vitale Universale i quali non potranno più essere considerati elementi distinti divenendo così parte di un unico sistema vibrante.

Il Reiki è uno strumento per riconnettersi con la propria essenza spirituale e con la propria componente energetica che millenni di condizionamenti culturali hanno gettato nell’oblio; tutto ciò non avviene a livello mentale o di credenza ma a livello energetico e concreto.

“Ogni essere dispone di Energia Vitale Universale: essa è il dono che la creazione ci ha dato. Attraverso l’armonizzazione Reiki, l’Ingresso a questa fonte di vita viene spalancata e l’Uomo dispone di una rinforzata possibilità di poter percorrere con consapevolezza la “via del cuore”, la via del progressivo riconoscimento della perfezione del tutto. Il Reiki è anche la facoltà di attivare l’Energia Vitale Universale, dirigerla e utilizzarla per riportare equilibrio energetico dove è venuto a mancare, così come per sollecitare processi di guarigione (in senso olistico) laddove ve ne sia bisogno, sia negli altri che in sé stessi.”

Dario Canil, L'Anima del Reiki, 2015

Ebbene si, il Reiki sa sempre dove andare ad agire, basta lasciar fluire l’energia; il praticante, infatti, non dirige mai attivamente la guarigione ed è solo il mezzo attraverso cui l’energia viene canalizzata e propagata, eludendo completamente l’ego. Ecco perché il Reiki NON PUO’ MAI FAR DEL MALE.

Il Reiki è un potente mezzo per una crescita personale, come dico sempre è un percorso destrutturante. Dobbiamo essere consapevolmente pronti alla trasformazione e chiederci se siamo disposti a metterci totalmente in discussione a tutti i livelli, sia conscio, sia inconscio. Risiede proprio qui, infatti, la prima insidia, perché spesso crediamo di voler crescere ma, più o meno inconsciamente, nella realtà ci opponiamo, rendendo vano ogni tentativo di metamorfosi. Qui si nasconde la seconda insidia, ovvero riconoscere quando entriamo in questa dinamica. Mi piace usare la metafora del tapirulan, per rappresentare queste situazioni, in quanto noi crediamo di essere in cammino ma in realtà maciniamo chilometri stando sempre fermi, come se fossimo sul tapirulan. Questo è il caso in cui il potente Ego non riesce a farsi da parte e ostacola la libera espressione al nostro autentico Sé.

Per usufruire al meglio degli immensi ed illimitati benefici del Reiki, occorrono coraggio, pazienza, forza, fiducia ed onestà.

Prima di andare oltre voglio precisare che, per quanto il Reiki stia diventando una pratica sempre più diffusa, anche in ambienti ospedalieri, essa non intende in alcun modo sostituirsi alla medicina tradizionale, alla psicologia o psicoterapia e alle loro funzioni diagnostiche e terapeutiche. Il Reiki è una metodologia di trattamento naturale alternativa, che considera l’essere vivente in maniera olistica e che può affiancare efficacemente cure ufficiali e terapie allopatiche.

Il Reiki all’atto pratico…quando lo si riceve.

Noi siamo fatti di energia che scorre nei nostri corpi fisici attraverso centri energetici chiamati Chakra, parola sanscrita che significa “vortice”, “ruota” e con la quale si indica quel complesso sistema di spirarli di energia presenti nei nostri corpi fisici e funzionali al mantenimento in salute degli stessi.

Inoltre, intorno al nostro corpo fisico ci sono altri campi energetici detti corpi sottili che insieme formano l’aura. L’aura è un campo elettromagnetico che si espande verso l’esterno ed è un prolungamento non tangibile del nostro corpo. La sua funzione principale è quella di assorbire le energie provenienti dall’esterno e da altri esseri umani, il che può avere i suoi risvolti negativi se non siamo in grado di regolare questa funzione proteggendoci e schermandoci da eventuali energie disarmonizzanti. Pensieri molto cupi e pessimisti, sentimenti negativi, stress, ansia, traumi recenti o antichi, conflitti, sensi di colpa, ecc, possono alterare il corretto fluire dell’energia che scorre in noi e attorno a noi.

Ecco che entra in gioco il Reiki che, per sanare il nostro corpo fisico e l’aura, scorre attraverso i centri energetici e i campi energetici e li ricarica di energia. Se questo flusso è ristabilito possiamo sperimentare l’unione e la connessione tra corpo, mente e spirito, un costante rifornimento di Energia Cosmica ed un riavvicinamento al nostro corpo energetico.

Il Reiki, aumentando la frequenza della nostra vibrazione energetica, agisce su più livelli:

  • Livello corporeo: avvia processi di disintossicazione che favoriscono l’eliminazione di tossine; potenzia l’azione del sistema immunitario; aiuta a rigenerare i tessuti e riattiva le funzioni degli organi armonizzando i sistemi circolatorio, linfatico, endocrino, digerente e urinario; allevia dolori acuti o cronici; riequilibra il sistema nervoso e neurovegetativo, favorendo uno stato di rilassamento e distensione muscolare.
  • Livello emotivo: contrasta gli effetti dello stress, dell’ansia, degli impegni gravosi e dei ritmi frenetici, riequilibrando energeticamente; aiuta la rielaborazione di traumi, anche antichi, conflitti interni ed esterni, sensi di inadeguatezza e di colpa.
  • Livello mentale: agendo energeticamente, ridona la lucidità mentale; aiuta comprendere l’origine di pensieri ossessivi e di piccole manie; stimola la concentrazione, il riposo e il rilassamento.
  • Livello spirituale: risvegliando e allenando il sentire, potenzia la capacità intuitiva. Inoltre, il Reiki aiuta a rompere il Velo di Maya, l’illusione che maschera il vero volto delle cose, riducendo il divario fra l’essere umano e la realtà che lo circonda. Questo comporta un processo di metamorfosi individuale e profondo mirato alla crescita interiore.
Fare Reiki

Il Reiki all’atto pratico…quando lo si dona

Praticare Reiki prevede la frequenza di un corso teorico, ma anche e soprattutto pratico, suddiviso in tre livelli, ciascuno dei quali ci porta ad uno spazio vibratorio sempre più alto. Così, anche la nostra consapevolezza cresce man mano che veniamo iniziati ai vari livelli e la nostra coscienza si evolve.

Durante il Primo Livello Reiki avviene l’iniziazione e vengono aperti e purificati i canali energetici per permettere all’Energia Vitale Universale di attraversarci e canalizzarla. Con il Primo Livello, impariamo e sperimentiamo l’autotrattamento che ci permette di far pratica su noi stessi e di cominciare a lavorare sui nostri ostacoli personali.

Durante il Secondo Livello Reiki riceviamo tre simboli cosmici ed i suoni sacri associati ad essi, che rendono la pratica indipendente dal tempo e dallo spazio. Infatti, durante questo livello impariamo a praticare i trattamenti a distanza. Riceviamo, inoltre, un’ulteriore spinta energetica di purificazione, una corsia preferenziale verso la crescita personale.

Con il Terzo Livello Reiki vengono trasmessi altri simboli cosmici ed il loro suono sacro. E’ diviso in due parti, la cui seconda è dedicata al maestrato.

I simboli Reiki sono come portali energetici che vengono trasmessi dall’insegnante all’allievo e impressi per sempre in esso, sono la connessione con delle specifiche energie, capaci di evocarle e di renderle attive. Quando li usiamo, evochiamo e invochiamo l’alleanza con l’energia da questi rappresentata. Sono chiavi di accesso alla dimensione del Reiki che il Maestro Usui ci ha trasmesso.

Parlare in questi termini del percorso Reiki è infinitamente riduttivo poiché non se ne coglie il potere indicibile di crescita personale su più livelli. È un percorso che ci fa cambiare pelle, elimina dalla nostra vita il superfluo conducendoci all’essenza delle cose e di noi stessi, combatte le paure e allena la fiducia.

Il Percorso Reiki acutizza la nostra percezione, intuizione e sensibilità. Essa si espande anche nei confronti dell’energia altrui divenendo così particolarmente sensibili agli stati d’animo degli altri riconoscendo il loro umore ancor prima che essi ne diventino coscienti e consapevoli. Quest’ultima dote ci fa entrare in contatto con le nostre capacità terapeutiche.

Attraverso il percorso Reiki, si spalanca davanti a noi la porta di una dimensione superiore in cui ci sentiamo in connessione con il Tutto, viviamo un piacevole, istruttivo e consapevole lasciar fluire, realizzando il vuoto dentro di noi in cui può scorrere l’energia, dando spazio all’autentico sentire (col cuore e lo spirito).

Quello del Reiki è un percorso che progressivamente ci avvicina a vivere nel qui ed ora e ci allontana sempre di più dal giudizio.

Il Reiki nella mia vita

Tutto ciò che ho scritto in queste ultime righe ho avuto la fortuna di viverlo personalmente. Negli ultimi sei anni sono cresciuta giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, tra alti e bassi ma sempre in un’ottica evoluzionistica. Il Reiki è ormai mio compagno di vita, fa parte della mia quotidianità, arricchisce me, le mie giornate, le mie relazioni, le situazioni che vivo e il mio lavoro, rendendo tutto più chiaro e facile da comprendere e interiorizzare. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, per me il Reiki rende tutto più tangibile e reale.

Appena sono entrata in contatto con il Reiki e sempre di più col passare del tempo, mi sono resa conto di avere in mano uno strumento potentissimo e inesauribile, che potevo utilizzare in ogni circostanza e con chiunque avesse piacere o bisogno di riceverlo e mi concedesse il permesso di praticarlo.

In questi anni di pratica ho usato e tutt’ora uso Reiki per me stessa, per i miei cari, per gli amici, per alleviare dolori fisici o disagi emotivi; lo dono alle mie piante quando le vedo con una “brutta cera” o quando me ne vengono regalate o ne compro di nuove, per farle adattare senza traumi al nuovo ambiente; tratto il cibo che mangio e l’acqua che bevo, per purificarli, in quanto anche il cibo viene influenzato dall’energia di chi lo manipola e non è sempre un’energia pulita. L’acqua viene influenzata dall’intento, dal pensiero, dalla vibrazione di un suono o di una parola e ne memorizza l’informazione, come dimostra lo studio condotto da Masaru Emoto.

Il Reiki è riuscito ad evolvere e migliorare anche il mio lavoro. Per chi ancora non lo sapesse, sono educatrice per la prima infanzia e il nido in cui lavoravo è stato il primo asilo nido Reiki in Italia. La maggior parte del personale era Master Reiki. Praticavamo Reiki alle sezioni e agli ambienti per rendere l’energia pulita e accogliente, nella stanza nanna affinché i bambini potessero fare sonni tranquilli e riposanti, o anche su noi stesse per mantenerci in forma e lavorare al meglio. Spesso capitava che i bambini ci prendessero le mani per accompagnarle sul loro pancino o sul loro cuoricino, dove sentivano di aver bisogno di energia. Quando questo mi è successo per la prima volta sono rimasta sbalordita: un bambino una mattina entrò in asilo particolarmente turbato, così mi sedetti a terra e lo abbracciai per coccolarlo un po’ e farlo sentire protetto, ma lui mi afferrò le mani e le mise sul suo petto; iniziai a far fluire l’energia e per tutta la mattina non ho potuto staccare le mani da lui, appena provavo me le riprendeva e le rimetteva sul suo petto. La routine del nido non mi permetteva di rimanere tutta la mattina seduta, allora, per tenere comunque il bambino con me, lo misi nel marsupio ergonomico e continuammo a rimanere in contatto energetico così fino al pranzo, quando ricaricato e rigenerato, si sentì pronto per ritornare all’azione.

Anche il riscontro delle famiglie è sempre stato molto positivo e non hanno mai mostrato riluttanza, anzi i genitori sono sempre stati piacevolmente colpiti da come anche situazioni che sembravano in stallo si sbloccassero con estrema velocità attraverso il Reiki, poiché esso accelera ogni processo di guarigione attivando i naturali poteri curativi di ogni essere vivente. Un esempio è quello di un bambino che, durante la nanna, alle 14.30 in punto si svegliava improvvisamente e disperatamente. Appena abbiamo notato la coincidenza oraria giornaliera abbiamo subito ipotizzato che poteva esserci un legame con un vissuto particolarmente angosciante avvenuto in quell’orario. Abbiamo così iniziato, giorno dopo giorno, a trattarlo con il Reiki e abbiamo capito che il “trauma” risiedeva nel momento del parto. Ci confrontammo con la mamma e lei ci confermò che proprio in quell’orario le praticarono un cesareo d’urgenza dopo un travaglio particolarmente difficile. Continuammo a trattare il bambino e la memoria di quel momento traumatico per giorni. Dopo un paio di settimane il piccolo cominciò a svegliarsi meno angosciato e poi giunse il momento in cui non interruppe più il suo pisolino. Inutile riportare la felicità e la gratitudine della mamma! Potrei raccontarvi moltissimi altri aneddoti in cui il Reiki è venuto in soccorso nostro, delle famiglie e dei bambini.

Infiniti sono i percorsi attraverso cui un individuo può iniziare la sua crescita interiore evolvendosi, il Reiki è stato il mio e sarò per sempre grata ad esso e a me stessa, per essere stata in grado di sentirne il richiamo e seguirne il sentiero.

Concludo con un passo tratto dal libro citato all’inizio dell’articolo che, a mio parere, esprime quello che per me è il senso della vita, che ho scoperto e assaporato da quando il Reiki ha iniziato a far parte di me:

“Impara a respirare con calma e in profondità l’aria pulita, bevi acqua pura, possibilmente dinamizzata a livello energetico. Mangia i frutti della terra, secondo stagione, accogli con equilibrio la luce del sole. Mangia quando ti serve: non uccidere gli animali se non ne hai davvero bisogno per sopravvivere. Dormi quanto occorre: non indulgere alla pigrizia e non sacrificare il tuo sonno. Cerca la pace, la quiete, il silenzio. Le preoccupazioni, lo stress e la frenesia sono i tuoi “nemici” esterni. La presunzione, l’autocommiserazione e l’importanza personale sono i tuoi “nemici” interni. Dentro e fuori sono la stessa cosa. Tu e il mondo siete una cosa sola, in quanto tu lo stai creando e ne sei totalmente responsabile. Abbi rispetto di ogni essere vivente e della natura in ogni sua manifestazione. Apriti al mondo con atteggiamento benevolo e gioioso. Ogni volta che puoi farlo, dona al mondo un sorriso, una speranza, un atto d’amore autentico. Quando meno te lo aspetti il mondo ti ricambia. La cosa più importante che sei è un’anima. La cosa più importante che hai è il cuore. Solo il cuore supera il dolore. Cura allena e rispetta il tuo corpo, la tua mente e il tuo respiro. Dai spazio al tuo sentire, fa’ che l’ascolto si accompagni ad ogni respiro. Cogli i messaggi del cosmo; presta attenzione all’energia degli esseri umani e dei luoghi in cui ti trovi, cerca di percepirne la luminosità. L’universo è, prima di tutto, energia. La morte è solo un passaggio, non la temere; essa ti insegna a vivere ogni instante meglio che puoi: è tua amica e consigliera. Tu esisti, sei vivo e sei in unità con l’universo; nella trasformazione sarai sempre. Sei un essere di luce e in un cammino di luce. Diventa consapevole.”

Dario Canil

BIBLIOGRAFIA

  • L’Anima del Reiki. Origini, fondamenti spirituali e guida pratica del metodo originale di Mikao Usui – Dario Canil

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