Il Libro, uno strumento per affrontare la crescita dei nostri piccoli!

Sbagliamo o la parola libro sta davvero diventando obsoleta?

Stimolare i bimbi alla lettura è fondamentale, eppure nel nostro Paese purtroppo non è una pratica così diffusa… L’ultimo rapporto di Save the Children indica che in Italia, il 48% dei minori in età scolare non ha letto neanche un libro se non quelli scolastici eppure le potenzialità della lettura sullo sviluppo cognitivo dei più piccoli, sono notevoli.

 A questo punto il libro si può considerare un semplice oggetto?

Sì, è un semplice oggetto, attraverso il quale però si possono conoscere mondi magici, scoprire la realtà che ci circonda, affrontare difficoltà e paure e trasmettere importanti valori come l’amicizia, il rispetto verso l’altro, la condivisione, la collaborazione.

In questo articolo dunque si cercherà di valorizzare il libro soprattutto come strumento prezioso alla portata di tutti genitori, insegnanti ed educatori per affrontare le scoperte quotidiane, le difficoltà e le diverse tappe di crescita dei nostri bambini.

Le potenzialità di un libro

Partiamo dal presupposto che Il bambino nasce con una grande propensione all’ascolto. Ancora prima di venire al mondo dimostra di riconoscere la voce, soprattutto quella materna e di possedere già una propria sensibilità all’intonazione. Per questo la lettura ad alta voce ha risvolti importanti per lo sviluppo della personalità del bimbo su tutti i livelli, emotivo, relazionale, cognitivo, linguistico, ma anche sociale e culturale.  

A  seconda dell’età, ci sono libri appropriati e modalità di lettura più adatte:

  • il bimbo di pochi mesi è attratto dal ritmo e dalla melodia, per questo è bello coccolarlo con filastrocche e ninne nanne;
  • entro l’anno di età, possono essere proposti i primi libri adatti all’esplorazione tattile e orale, che iniziano ad essere accompagnati dalla parola proferita ad alta voce;
  • dall’anno ai due anni di età il bimbo è attratto dalle immagini, sono molto utili i libri che si muovono, suonano, si compongono;
  • dai 2 ai 3 anni il bimbo ascolta la voce, guarda le figure ed impara ad associare le parole ai segni della scrittura. I libri e le storie diventano così un modello per lui, aiutandolo ad affrontare i piccoli problemi di ogni giorno. Vuole tenere il libro in mano e riascoltare le storie con una importante funzione di rassicurazione;
  • dai 3 ai 6 anni, il bimbo è attratto dai personaggi e dai sentimenti umani, che lo emozionano e lo aiutano ad affrontare ostacoli e paure. Insomma i libri gli permettono di mettere allo scoperto pensieri, fantasie, emozioni e timori, un piccolo patrimonio da portarsi lungo il cammino di crescita.

 

Proprio dal punto di vista emotivo, la storia contenuta in un libro consente al bambino di dare un nome alle emozioni dei protagonisti e quindi, successivamente, anche alle proprie, riconoscendole e affrontandole con più leggerezza.

Dal punto di vista relazionale, la lettura abitua il nostro piccolo a percepire le azioni e i sentimenti dei protagonisti, stimolando l’empatia, ovvero la capacità di comprendere ciò che gli altri provano, in modo da riuscire a capirne i comportamenti, il che è alla base di qualsiasi relazione sociale.

Dal punto di vista cognitivo, la lettura sviluppa la creatività, amplia la memoria, potenzia le capacità logiche. Leggere abitua i bimbi ad esercitare la propria capacità di problem solving e di immaginare come superare le loro difficoltà. I libri permettono di conoscere meglio la realtà, preparando i nostri piccoli ad affrontare la vita e ad acquisire strategie per muoversi nella quotidianità.

Dal punto di vista linguistico, la lettura di un libro stimola lo sviluppo del linguaggio in quanto permette la conoscenza di vocaboli e l’organizzazione del pensiero; il bimbo introduce termini sempre più ricercati ed è pronto ad identificarli ed utilizzarli nella sua comunicazione.

Dal punto di vista sociale, è dimostrato che i bimbi abituati alla lettura in età prescolare, sia all’interno della propria famiglia, sia in altri ambiti, presentano un migliore rendimento scolastico e sono più scaltri nell’inserimento sociale, oltre a possedere una più ampia capacità espressiva.

Dal punto di vista culturale, invece, il libro insegna molte cose: il libro è storia, etica, trasmette tradizioni di intere generazioni e senso civico.

I bambini amano le parole! Questa è una grande verità. La cosa più importante che noi genitori, insegnanti, educatori possiamo fare, per sostenere lo sviluppo e la crescita del bambino, è leggere libri per e con loro. Un bambino che riceve letture quotidiane riuscirà ad esprimersi meglio e sarà più curioso di scoprire il mondo e di conoscere chi lo vive. La nostra voce è magia per il bambino. L’elemento che più conta è lo stare insieme e condividere la lettura. Possiamo seguire il testo oppure solo le figure e intraprendere con il bambino una lettura davvero ricca di scambi affettivi.

Leggere ad alta voce è, dunque, il modo più efficace per fare appassionare un bimbo ai testi: la disponibilità di libri nei contesti in cui trascorre la sua giornata, l’esempio di adulti che leggono per loro, lo scambio di idee sugli argomenti oggetto di letture, sono tutti elementi importanti che stimolano il bambino sotto più punti di vista.

Il libro come strumento per affrontare la vita

Inizialmente il libro è prevalentemente un oggetto da toccare, manipolare, assaggiare, un oggetto fra gli oggetti. Il libro nasce per il bambino quando arriva a comprendere che quella cosa, che manipola e osserva con attenzione, non è un gioco qualunque ma è un oggetto particolare, che si sfoglia, ha un dritto e un rovescio, racchiude qualcosa da vedere e da vivere. Il bambino scopre il libro nella sua vera essenza quando è nelle condizioni di comprendere che questo ha un cuore, contiene una parte interna, ha un con-tenuto.

I libri aiutano i bambini, ma anche noi adulti, ad acquisire competenze e strategie per superare paure e  difficoltà della vita. La lettura è uno strumento di conoscenza. Storia dopo storia, fiaba dopo fiaba i piccoli osservano come muoversi per affrontare la realtà che li circonda, per non farsi cogliere impreparati. Le storie, i racconti e le fiabe insegnano ai piccoli uomini e alle piccole donne di domani il valore dell’amicizia e come approcciarsi agli altri. I libri sono anche un importante patrimonio etico e culturale, attraverso quelle   pagine passano e vivono valori, messaggi, storie di vita che ancora oggi ci insegnano e ci aiutano a ripercorrere la grande evoluzione dell’essere umano.

L’adulto che legge a un bambino compie un atto comunicativo molto particolare, un vero e proprio dialogo che comprende non solo la lettura ad alta voce, ma anche lo stare vicini, il sorridersi, il guardarsi, l’osservare insieme un’immagine, ragionare e lasciarsi coinvolgere dalle storie, divertirsi ed emozionarsi insieme. La lettura ad alta voce, nella sua apparente semplicità, contiene valenze affettive che influiscono in modo rilevante sullo sviluppo del bambino. Ecco che il libro può diventare un vero e proprio motore delle scelte educative e didattiche, per meglio affrontare le tappe di crescita dei singoli bambini e del gruppo. Un esempio è “Posso tenere la luce accesa?” un libro scritto da Josh Pyke. Il titolo di questo libro ci riporta ad un momento particolare, quello della messa a letto a volte vissuto con ansia da noi genitori e dai nostri bambini. Una semplice domanda dietro la quale si nasconde una grande paura, quella del buio, dei mostri e dello sconosciuto e allora Leonard come farà ad affrontare tutto questo? In questo libro infatti possiamo ritrovare strategie utili a superare la più grande paura dei bambini. Diversi motivi mi hanno portato alla scelta di questo libro: il primo motivo è sicuramente che il mio Leonardo sta vivendo proprio questo momento particolare; il secondo é che il protagonista della storia si chiama Leonard proprio come lui, elemento che porta il mio bimbo a identificarsi maggiormente nel personaggio; infine, il terzo motivo è che questa storia non racconta solo la paura, ma valorizza soprattutto le strategie da poter adottare e la  grande capacità del piccolo Leonard che giorno dopo giorno riuscirà a vincere nella sua grande impresa.  Nella storia il piccolo protagonista vince la solitudine riempiendo la sua stanza di peluches animali. Per comprendere meglio il messaggio, alla lettura ha fatto seguire un gioco di imitazione dei gesti e delle movenze degli animali; un gioco per divertirsi, muoversi e per imparare a sentirsi meno soli e più sicuri di sé.

Ci sono libri di tutti i tipi, libri per entrare nelle magiche atmosfere che accompagnano le occasioni speciali, libri per scoprire le forme e i colori degli oggetti, libri per stimolare la creatività! Come  “La farfalla e i colori della natura”, scritto da Francesca Mappelli e Valeria Ferretti, in cui seguendo il volo di una farfalla, i bambini scoprono i colori: il blu del cielo, il giallo del sole… In alcune letture possiamo anche ritrovare piccole sequenze temporali. In esse i bambini possono riconoscere azioni, situazioni e personaggi con i quali identificarsi, perché molto vicini al loro vissuto abituale. Il supporto di racconti e di esperienze offre ai bambini occasioni e modi diversi per leggere e interpretare la realtà, per riconoscere sensazioni ed emozioni. Sono libri molto illustrati e colorati, che presentano situazioni legate alla quotidianità da cui noi educatrici, insegnanti, genitori possiamo prendere spunto per proporre giochi senso motori o per creare una routine, come per esempio il libro intitolato “La mia Giornata” scritto da Holly Bathie. Un libro affascinante e originale sulle attività di tutti i giorni quali vestirsi, mangiare e andare a letto, con oltre 75 alette da sollevare. Ogni pagina è piena di particolari da individuare e di cui parlare e di elementi da contare e abbinare, utili a sperimentare nuovi modi per giocare. le stesse letture, utilizzate per offrire stimoli e supporti per la conoscenza del mondo esterno, servono a schiudere porte che hanno permesso ai bambini di scoprire il loro mondo interiore.

Poi ci sono racconti in cui spesso i protagonisti vivono emozioni intense a volte anche conflittuali, come in “Che rabbia” di Mireille d’Allancé, in cui i bambini provano il brivido della scoperta che porta con sé quell’attimo di paura verso l’ignoto, incontrano alcune difficoltà, ma trovano sempre qualcuno disposto ad aiutarli. Un po’ come avviene proprio nel libro scritto da Josh Pike sopra citato, oppure “Sulla collina” di Linda Sarah e Benji Davies o ancora il famosissimo “Posso guardare nel tuo pannolino?” di Guido van Genechten. Sono libri che aiutano a dare forma e voce a tutte quelle scoperte ed emozioni che si affrontano durante gli anni della crescita e forniscono gli strumenti per prender coscienza di tutti i piccoli e i grandi traguardi della nostra esistenza.

I personaggi presentati dalle storie per bambini sono facilmente identificabili con i piccoli di quest’età: è presente  il desiderio di scoprire il mondo, l’entusiasmo di fare, la paura di non riuscire, la voglia di mettersi in gioco scoprendo se stessi e le proprie potenzialità…

Poi ci sono libri che parlano di relazione un esempio è “Perché ti voglio tanto bene” di Guido van Genechten , un  libro che ci racconta  la relazione speciale tra l’orsetto e la sua mamma, l’attenzione con la quale la madre risponde alle domande del figlio e risolve i suoi dubbi comunica serenità e rassicurazione. Questa relazione permette di introdurre il tema del rapporto tra i bambini e la loro mamma. Si può lavorare sulla presa di coscienza di essere amati dai propri genitori, consapevoli di quanto queste certezze possano influenzare positivamente la fiducia e la stima in sé.

Alcuni libri poi  aiutano ad affrontare situazioni conflittuali: la lettura di “Come cane e gatto” scritto da Anna Vivarelli, presenta una storia di convivenza forzata tra coloro che per eccellenza sono da sempre due acerrimi nemici: il cane e il gatto. Le litigate e i dispetti continuano fino a quando una difficoltà li accomuna e li costringe a risolvere insieme il problema. In questo racconto il tema centrale è rappresentato dall’amicizia, dove la comprensione di sé aiuta a comprendere gli altri e a stare bene insieme accettando le diversità. Il libro rappresenta un esempio di come si possano superare le incomprensioni accettando le differenze e di come possa bastare la volontà di entrambi i “contendenti” per riuscire a stare bene insieme.

Non si raccontano storie se non vivendole dentro se stessi, se non mostrando di partecipare completamente al clima emotivo che esse intendono creare. E questa è, probabilmente, la conquista e il risultato più grande per noi genitori, educatori ed insegnanti  e rimarrà per sempre un nostro patrimonio personale.

Quando leggere un libro

Quando possiamo leggere un libro ai nostri piccoli? Io risponderei in qualsiasi momento o quando loro lo chiedono. Per arrivare, però, alla richiesta spontanea è fondamentale creare la famosa ritualità e quale momento migliore scegliere se non  il  serale, pre-nanna! Un’ occasione per rilassarsi insieme, per chiudere la giornata nei migliore dei modi. Lo afferma anche la dottoressa Bersenda: “ Leggere ad esempio la sera, prima di andare a dormire, è il momento migliore della giornata perché rilassa il bambino e crea effetti positivi nella mente”. Leggere una storia la sera, prima di addormentarsi, aiuterà il bambino a esplorare le sue emozioni più intime in compagnia di noi adulti, favorisce la comprensione di sé e del mondo che lo circonda, allarga la mente e lo stimola ad esplorare mondi nuovi e sconosciuti.

Conclusione

Leggere con il proprio bambino è un atto d’amore. “Creare situazioni piacevoli di interazione tra grandi e piccoli aiuta a migliorare la relazione e a creare basi solide per il domani” spiega la psicologa Ingrid Bersenda. Nell’esperienza condivisa della lettura e dell’ascolto, bambino e adulto entrano in sintonia reciproca attraverso mondi che prendono vita tra le pagine del libro. Questo crea complicità, fiducia e aiuta a rinsaldare il legame affettivo. Le emozioni sono la nostra quotidianità, dunque parliamone, leggiamole e impariamo a guardarle anche attraverso i libri. Le storie che toccano temi ed emozioni, anche forti, di cui i bambini fanno esperienza, sono quelle che pongono domande necessarie alla loro comprensione.

Cerchiamo di non annoiarci di fronte alla richiesta continua, dei nostri bimbi, di rileggere uno stesso libro.  La rilettura, oltre a provocare il piacere dell’anticipazione mentale della storia conosciuta, mobilita un godimento più profondo che porta ad una scoperta di dettagli sfuggiti, di nuovi aspetti che consentono ulteriori riflessioni.

La mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni. L’immaginazione del bambino, stimolata a inventare parole, applicherà i suoi strumenti su tutti i tratti dell’esperienza che sfideranno il suo intervento creativo. E’ creativa una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti” Gianni Rodari

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