I lavaggi nasali, una guida agli strumenti e tecniche per eseguirli!

Oh no! Il mio piccolo ha il raffreddore e il pediatra mi ha indicato di effettuare dei lavaggi nasali con una soluzione fisiologica!

 Ecco che arriva il panico: da quel momento le tre parole chiave che rimbombano nel nostro cervello sono raffreddore, lavaggi nasali e soluzione fisiologica, ma non abbiamo assolutamente idea di come eseguirli!

Spesso si dà per scontato che tutti sappiamo effettuare correttamente i lavaggi ma in realtà non è così. Sembra una cosa semplice che se però non eseguita correttamente potrebbe risultare inutile o creare spiacevoli inconvenienti.  È molto importante che qualcuno si preoccupi di spiegarci a cosa servono e ci mostri come dovrebbero essere eseguiti correttamente.

Da neomamme cerchiamo di pensare a quale potrebbe essere il modo migliore, chiediamo al commesso, o al farmacista, richiamiamo il pediatra chiedendo quale secondo loro potrebbe essere lo strumento giusto con cui eseguire i lavaggi nasali, oppure andiamo alla ricerca di video tutorial che ci mostrino la procedura da seguire.  Diciamocelo all’atto pratico tutto si complica: il bimbo tende a muoversi, oppure mille paure invadono la nostra mente: gli starò facendo male, li ho eseguiti correttamente?

In questo articolo cercheremo di rispondere a tutte queste domande, iniziando proprio con il definire che cosa sono i lavaggi nasali e perché è importante eseguirli.

Indice dei Contenuti

Che cosa sono i lavaggi nasali?

I lavaggi nasali sono un antico metodo di automedicazione dell’alto tratto respiratorio e consistono nell’introduzione nelle narici di una soluzione di acqua e sale (soluzione fisiologica).

Perché è importante eseguire i lavaggi nasali?

I bambini fino all’anno respirano solo con il naso. È quindi evidente quanto sia importante per loro avere il nasino il più possibile deterso per respirare liberamente. I lavaggi nasali hanno proprio la finalità di “pulire” il naso e rimuovere muco, crosticine o impurità. I lavaggi nasali sono molto utili, se eseguiti correttamente, per tutti  ma soprattutto per i neonati e i bambini molto piccoli che, non riuscendo ancora a soffiarsi il naso, possono trarne beneficio in caso di raffreddore o naso eccessivamente “chiuso”.

I lavaggi nasali vengono prescritti per limitare l’impatto medico sociale delle infezioni delle vie aeree superiori e il ricorso ai farmaci in qualsiasi fascia di età, particolarmente nei bambini più piccoli che o per situazioni anatomiche o per incapacità di soffiare correttamente il naso (come già detto), sono predisposti all’accumulo e al ristagno delle secrezioni mucose.

Numerosi studi scientifici sono stati intrapresi per determinarne l’efficacia, uno di questi ha dimostrato un effetto statisticamente significativo dei lavaggi nasali sia nel trattamento delle complicanze nelle fasi acute delle infezioni che nella loro prevenzione.

Soluzione isotonica e ipertonica, ecco le differenze

Prima di addentrarci nel discorso precisiamo la differenza tra soluzione salina isotonica ed ipertonica e capiamo quindi quando è meglio usare l’una piuttosto che l’altra.

La soluzione isotonica, definita anche “Soluzione Fisiologica” ha una composizione simile a quella dei liquidi del corpo umano, contiene lo 0.9% di sali e per questo motivo sono molto adoperate in campo medico, sia per infusioni e lavaggi, sia per i lavaggi nasali. Questa è la soluzione salina che si può usare in massima sicurezza, senza controindicazioni, anche e soprattutto tra i bambini, neonati inclusi.

La soluzione ipertonica, invece, ha una concentrazione di sali superiore allo 0,9% rispetto a quella delle nostre cellule (si attesta su 2,2-2,4 %). In genere questa soluzione viene consigliata dal medico per lavaggi nasali o irrigazioni in caso di patologie conclamate, quali influenze, otite, sinusite, rinite allergica: la soluzione ipertonica farà sì che, per osmosi, le cellule libereranno acqua che favorirà l’espulsione del muco accumulato all’interno delle mucose nasali. In altre parole, quando questa soluzione più concentrata di sali entra in contatto con la mucosa nasale richiama per processo osmotico l’acqua che si trova in eccesso nella mucosa nasale e diluisce il muco rendendolo più fluido.  Questa soluzione, che aumenta l’azione decongestionante, è consigliata dai tre anni in su.

Quali strumenti utilizzare?

In commercio possiamo trovare diversi strumenti che permettono di eseguire correttamente i lavaggi nasali.

Ricordiamo comunque che per qualsiasi dubbio possiamo rivolgerci al pediatra chiedendogli di aiutarci nella scelta del trattamento migliore per il nostro bambino.

Qui, abbiamo raggruppato in un elenco gli strumenti più diffusi per il lavaggio nasale e l’aspirazione del muco.

  • Fialetta monouso in plastica (come, per esempio, quelle della NARHINEL). Tali fiale presentano un beccuccio morbido da inserire facilmente nel nasino per procedere con il lavaggio di entrambe le narici.
  • Siringa senza ago: la siringa si utilizza generalmente in abbinamento ad una bottiglia di soluzione fisiologica sterile (puoi scegliere confezioni che vanno dai 100 ml a 1000 ml).

Si utilizza la siringa con l’ago per prelevare la soluzione fisiologica sterile (circa 3-5 ml per il neonato). Queste bottiglie presentano un particolare tappo in gomma che si richiude ogni volta che si estrae l’ago per mantenere la soluzione sterile. Una volta tolto l’ago, naturalmente, si introduce il beccuccio della siringa per circa 3 mm nella narice e si procede ad inserire il liquido. Questo è il metodo utilizzato più comunemente nelle strutture ospedaliere.

  • Spray Meccanici: questo è uno strumento adatto dopo i primi mesi di vita e permettono la completa nebulizzazione della soluzione salina. Un esempio è il nebulizzatore Spray-sol, dispositivo specificamente progettato per effettuare trattamenti delle cavità nasali e che consente la somministrazione rapida della soluzione. È costituito da una siringa con capienza massima di 5ml, pari a quella di un flaconcino monodose. Il getto è calibrato per non infastidire il piccolo. La forma appositamente studiata ed il materiale morbido utilizzato per l’erogatore, lo rendono particolarmente adatto alla narice del bambino, ma può essere utilizzato anche dall’adulto. Questo è lo strumento che io personalmente utilizzo per il mio bimbo. Lo trovo comodo, pratico e poco aggressivo. In ogni caso in commercio ci sono moltissimi spray meccanici nebulizzatori di marche differenti.

Se l’espulsione del muco nasale risulta incompleta o particolarmente difficile, dopo il lavaggio nasale può essere necessario provvedere all’aspirazione dello stesso. Per questo è consigliabile combinare l’utilizzo di un aspiratore nasale.

Ve ne sono diversi modelli e si dividono in due tipologie: manuali (a pompetta o a bocca) o elettrici. Ciò che differenzia i vari tipi di aspiratori è il meccanismo d’aspirazione del muco. Negli aspiratori manuali la forza aspirante viene esercitata comprimendo e poi rilasciando il serbatoio (aspiratori a pompetta) oppure aspirando  con la bocca all’altro estremo del dispositivo ed il muco aspirato si depositerà in un serbatoio o verrà filtrato da un filtro (aspiratori a bocca); In questo caso decidiamo noi con quale intensità aspirare. Io personalmente preferisco quest’ultima modalità in quanto sono io che controllo la forza da esercitare. Negli aspiratori elettrici, invece, è un motore ad esercitare la forza aspirante.

Attenzione! Se l’aspirazione è troppo invasiva o profonda può provocare talora abrasioni e piccole ferite della delicata mucosa nasale del bambino, ed oltre a provocargli dolore, potrebbe compromettere, comprensibilmente, la sua disponibilità ri-sottoporsi alla procedura.

Come scegliere l’aspiratore nasale giusto? Alcuni fattori ci possono orientare nella scelta: 

  • Igiene: un aspiratore deve evitare il più possibile la contaminazione batterica;
  • Efficienza: Il muco deve essere rimosso velocemente e nel modo più completo possibile;
  • Delicatezza: pur garantendo una buona rimozione del muco, l’aspirazione deve essere il più possibile delicata e rispettosa della mucosa nasale;
  • Sicurezza: il dispositivo deve essere realizzato in materiale atossico;
  • Buona portabilità: compattezza, leggerezza, scarso ingombro;
  • Costo: quelli manuali sono più economici di quelli elettrici.

Come si eseguono i lavaggi all’atto pratico?

 A seconda dell’età del bambino, cambia anche la posizione per effettuare la pulizia.   Mettiamo I nostri piccoli sdraiati su un fianco (prima da una parte e poi dall’altra). Può essere comodo appoggiare un cuscino sottile sotto la testa del bambino, in modo che la fisiologica non vada in gola. In questa operazione possiamo farci aiutare da qualcuno per tenere fermo il nostro piccolo e non rischiare così bruschi movimenti. Si sa, a loro non piace né essere trattenuti né che qualcosa di estraneo entri nel loro corpo e soprattutto che questa cosa bruci un pochino.  Cerchiamo di non aver paura di fare il lavaggio nasale, ma siamo decisi cosicché lo spruzzo possa essere efficace.

Con i bambini più grandi, invece, l’operazione può essere eseguita in piedi o seduti, facendo attenzione che tengano la testa ben ruotata e in posizione più bassa rispetto alle spalle. Possiamo utilizzare come base di appoggio il lavandino, facendo posizionare i nostri bimbi con il busto inclinato in avanti.

Una volta sistemati i piccoli nella posizione corretta si inserisce l’ugello della siringa (oppure il beccuccio del flaconcino o dello spray) nella narice e si direziona lo spruzzo verso l’orecchio. Se il lavaggio viene fatto correttamente, l’acqua insieme al muco esce dall’altra narice. La manovra va eseguita da entrambi i lati.

In quali momenti della giornata è più opportuno eseguirli?

Sarebbe opportuno eseguire i lavaggi prima dei pasti o delle poppate: soprattutto nei lattanti, mantenere le narici libere favorisce l’allattamento, poiché la respirazione avviene pressoché esclusivamente tramite il naso. Se eseguiti dopo i pasti potrebbero verificarsi piccoli rigurgiti stimolati dalla posizione e della procedura in sé.  Prima di dormire: la rimozione del muco dalle narici permette al bambino di respirare meglio e quindi di avere un sonno più tranquillo. Prima di eseguire l’aerosol: il lavaggio nasale permette un respiro più tranquillo e favorisce quindi la penetrazione della terapia aerosolica nelle vie respiratorie.

Lavaggi nasali in serenità

Il lavaggio nasale, come abbiamo già accennato, non è particolarmente amato dai neonati ma possiamo trasformarlo il più possibile in un momento sereno per i nostri tesori.

Poco prima di eseguire il lavaggio rassereniamo un po’ i nostri bimbi coccolandoli, accarezzandoli ed accompagnando il tutto con la loro melodia preferita. Questo permetterà di eseguire la manovra con serenità e la giusta calma. Siamo delicati, dolci e sereni ma comunque decisi per eseguire al meglio i vari passaggi necessari per il lavaggio nasale del neonato. 

Per i più grandi possiamo fare in modo che anche il lavaggio nasale diventi un rito divertente: noi, ad esempio, chiamiamo questo momento “spruz spruz” e diciamo agli animaletti che abbiamo nelle narici di uscire immediatamente!

Ricordiamoci di tenere  sempre a portata di mano un asciugamano per evitare che il bambino si bagni con l’acqua che fuoriesce.

Mamme stiamo tranquille: la pratica aiuta moltissimo, facendolo più volte ci sentiremo più sicure e anche i nostri bimbi si abitueranno e magari inizieranno a farlo più volentieri.

Non nascondiamolo, che soddisfazione si prova quando si vede uscire tutto quel muco dalle loro naricine e iniziano subito a respirare visibilmente meglio?

Buon lavaggio nasale a tutti!

SITOGRAFIA

  • https://www.zentiva.it/notizie/news/2019-02-07-soluzione-isotonica-ipertonica#:~:text=Chimicamente%20la%20differenza%20%C3%A8%20questa,ipotonica%20ce%20l’ha%20inferiore.
  • https://farmaciapagopoco.com/blog/article/soluzioni-saline-isotoniche-e-ipertoniche
  • https://www.efarma.com/consigli/soluzioni-ipotoniche-ed-ipertoniche-quale-differenza/
  • http://www.ospedalebambinogesu.it/home

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