famiglia didattica a distanza

Didattica a Distanza (DAD): LE INTERVISTE.

La situazione d’emergenza sanitaria ha portato grandi cambiamenti nelle nostre vite. Uno dei più importanti ha sicuramente riguardato il mondo della scuola che si è dovuto riorganizzare attraverso la didattica online. La didattica a distanza è uno strumento ancora poco conosciuto che porta con sé dubbi, criticità e punti di forza, ma che si è rivelata ad oggi una scelta fondamentale per potare a termine il programma dell’anno scolastico in corso. Abbiamo così pensato di intervistare famiglie e insegnanti che hanno vissuto in prima persona questa insolita esperienza, con l’obbiettivo di approfondire il tema sotto diversi punti di vista.

la DAD raccontata da Simone e la sua famiglia

I protagonisti dell’intervista sono Simone, un ragazzo di terza media e i suoi genitori, i quali  hanno scelto Passione in Vita per raccontare la loro  inedita esperienza della didattica a distanza.

  1.  Come vi siete attivati per adeguarvi al sistema della didattica a distanza?

“Dopo la comunicazione degli insegnanti tramite la rappresentante di classe circa l’attivazione del sistema della DAD, abbiamo dovuto acquistare nell’immediato un PC e una stampante, una spesa imprevista che ha inciso notevolmente sui nostri risparmi nei mesi del lock down. Non eravamo assolutamente preparati per affrontare questa esperienza, né a livello economico, né a livello psicologico.

Dal punto di vista, invece, della gestione pratica del sistema della didattica a distanza ci siamo improvvisati dei tecnici informatici, installando varie piattaforme indicate dai docenti.”.

  • Se ne avete avute, quali sono state le difficoltà iniziali?

“Ci sono state diverse difficoltà. Inizialmente c’è stata poca chiarezza nella comunicazione tra famiglie e insegnanti che è stata veicolata dalla rappresentante di classe, la quale ci inviava le varie comunicazioni attraverso whatsApp. Questa comunicazione indiretta ha creato una grande confusione rispetto al da farsi nelle prime settimane post chiusura.      

Abbiamo incominciato ad utilizzare i vari sistemi informatici dopo circa tre settimane dallo stop delle lezioni a scuola. L’uso della prima piattaforma ci ha creato diversi problemi di connessione a causa di un sovraccarico di utenti connessi. Inizialmente non ci venivano comunicate per tempo le password per accedere al meet e, quindi, molte volte non si riusciva a partecipare alle lezioni. Simone diverse volte si è dovuto attivare per chiedere telefonicamente ai compagni informazioni sui compiti e sulla lezione svolta. Con l’uso della seconda piattaforma, invece, è stato più complesso comprenderne i passaggi di installazione e le modalità d’uso.”

2) Simone, avete avuto lezioni tutti i giorni? Avete avuto più lezioni di una materia oppure le ore sono state distribuite equamente per tutte le materie?

“ Si, abbiamo avuto lezioni tutti i giorni dal lunedì al venerdì per un massimo di tre ore giornaliere. Ogni giorno gli orari di inizio lezione variavano, potevano essere programmate per le 9.00 del mattino o alle 16.00 del pomeriggio. Inizialmente abbiamo avuto solo le lezioni di italiano e matematica. Successivamente le ore sono state distribuite equamente tra arte, francese, inglese, matematica, italiano, ed educazione fisica.”

  • Come si sono svolte le lezioni di educazione fisica?

“ Ci venivano mostrati dal docente in video le sequenze degli esercizi come per esempio eseguire flessioni, addominali e quattro giri di corsa. L’insegnante ci osservava mentre svolgevamo l’allenamento nella nostra cameretta o in salone.”

3) Simone, come avete vissuto queste lezioni davanti ad uno schermo?

 “Posso dire una cosa? Non immaginavo che si sarebbero svolte così le ultime lezioni della terza media, la DAD ci ha fatto sentire dei robot, eravamo in silenzio ed immobili davanti al pc per ore.

Era tutto così surreale: tutte quelle persone che fino a ieri potevo toccare e vivere, oggi erano così distanti,  imprigionate in un piccolissimo quadrato su uno schermo.

L’insegnate non era più dietro ad una cattedra, ma si trovata seduta al tavolo della cucina, la sua voce la sentivo poco e molte volte il collegamento veniva interrotto, le parole diventano semplici versi. Comprendere il contenuto del discorso era ormai diventato il mio unico obiettivo. È stato molto complicato mantenere un alto livello di attenzione, la distrazione era a portata di mano.

L’aspetto positivo della DAD è che non dovevo prepararmi e non dovevo percorrere a piedi  la strada e la salita per arrivare a scuola, bastava accomodarmi alla sedia della scrivania per essere in classe.

La comunicazione tra noi compagni non c’era, potevamo interagire solo con l’insegnante uno per volta a fine lezione. 

Inizialmente mi è capitato di avere dei dubbi o delle domande relative alla lezione in essere, ma non potendo esprimerli e porle nell’immediato, al termine dell’ora le avevo già dimenticate e così, nelle ore successive, andavo a rileggermi qualcosa sul libro di testo per cercare le risposte a quelle domande.

Le lezioni in genere erano frontali, nella lezione di matematica sono stati inseriti anche dei file da visionare durante la spiegazione attraverso la condivisione dello schermo.

Ad oggi posso dire che mi mancano tutte le piccole cose della routine scolastica: la lavagna, i banchi, la relazione con i compagni, le chiacchierate a bassa voce durante la lezione, la spiegazione dell’insegnante in presenza senza interruzioni e persino l’essere ripreso quando facevo qualcosa di sbagliato.  

  • Alle lezioni eravate tutti presenti?

No, due miei compagni non erano mai presenti alle videolezioni. Non conosco bene i motivi per quali non riuscivano ad esserci, ma mi è spiaciuto non vederli in collegamento.

4) Come valuti il tuo impegno in una scala da uno a dieci ?

“Direi sette, ho cercato sempre di essere puntuale alle lezioni e di non distrarmi durante le spiegazioni. Molte volte ho fatto alcune ricerche in autonomia sugli argomenti trattati per comprendere meglio.”

5) Ti senti pronto ad affrontare l’esame di terza media?

“Si, mi sento pronto malgrado le difficoltà incontrate negli ultimi mesi con la DAD. In queste settimane di lockdown non siamo andati molto avanti con il programma, abbiamo soprattutto ripassato argomenti già affrontati in precedenza. Non saranno, quindi, oggetto di esame gli argomenti nuovi. L’aspetto positivo è che l’esame consisterà in un colloquio, mentre se fossimo stati a scuola in presenza ci sarebbe stato anche lo scritto. Ciò va a mio favore perché personalmente riesco ad esprimermi più facilmente comunicando oralmente che con la scrittura.”

6) Sei riuscito a svolgere con facilità i compiti assegnati e a rispettare le scadenze di riconsegna degli stessi?

“Alcune volte si e alcune volte no, non sempre mi è stata chiara la lezione, quindi, molte volte ci mettevo di più a svolgere un compito in quanto dovevo fare delle ricerche aggiuntive o rileggermi più volte la spiegazione sul libro di testo.

Inizialmente  inviavo i miei esercizi ad un mail istituzionale, ma solo in seguito mi sono accorto che queste non sono mai  pervenute agli insegnanti i quali ad un certo punto mi hanno sollecitato ad inviare i miei esercizi su una piattaforma che, al contrario dell’mail,  monitoravano continuamente. In un primo momento credevano che io non svolgessi i compiti assegnati.”

7) Qual è stato l’impegno di mamma e papà in questa esperienza?

Dalla voce di Simone: “L’impegno di mamma e papà è stato prima di tutto un impegno economico. Qualche volta ho chiesto a mio padre di aiutarmi con i compiti, ma diciamo che ho cercato sempre di cavarmela da solo, di essere autonomo almeno per tutto ciò che riguardava la scuola. Loro avevano già molte cose a cui pensare.”

Dalla voce di mamma: “Inizialmente è stato un impegno gravoso perché i compiti venivano inviati sulla chat di whatsApp  dalla rappresentante di classe e le comunicazioni non erano chiare, io a mia volta, che avevo le idee confuse, dovevo riportare ogni giorno a mio figlio quanto detto.

Successivamente il nostro  impegno è stato più  a livello organizzativo esempio fare le pulizie negli orari in cui lui non aveva lezione oppure tenermi libera in quelle ore nel caso in cui lui avesse avuto bisogno.

Ero molto preoccupata che non riuscisse a seguire le lezioni o non riuscisse a cavarsela con il pc, ma invece si è rivelato molto capace  nel rispettare gli orari e anche nel campo dell’informatica.  Probabilmente se avessi dovuto seguirlo fisicamente in ogni lezione non ce l’avrei fatta.”

8) Com’è stato affrontare le interrogazioni davanti ad uno schermo, sia a livello di qualità della preparazione, sia a livello emotivo?

“Affrontare le interrogazioni davanti ad uno schermo è stata un’ esperienza strana, ma piacevole. Si riesce a contenere meglio l’emozione, lì nella mia cameretta mi sono sentito al sicuro.  A volte è stata dura non ricorrere a bigliettini.

Non c’è la preoccupazione di fare brutta figura davanti a tutta la classe perché sei in colloquio solo con l’insegnante e altri due compagni interrogati. L’unico aspetto negativo era legato al fatto che nel momento in cui io iniziavo a parlare a volte passava sotto casa il camion della frutta che gridava le promo; oltre ad interrompermi risuonava in tutti i pc connessi la voce del commerciante, mamma che imbarazzo!”

9) Secondo voi è una modalità funzionale per fare scuola? Potrà essere mantenuto a lungo?

“No, stare incollati al pc credo possa portare a dei reali problemi alla vista. Io personalmente dopo questi mesi ho dovuto iniziare a portare gli occhiali. Inoltre il programma ministeriale è come se si fosse fermato al 23 febbraio; fare lezione a distanza significa dover fare i conti con diversi fattori come l’efficienza della connessione; è capitato più volte che la lezione sia stata interrotta e tra un ricollegamento e l’altro passavano dieci minuti. Tutto ciò incide notevolmente sulla comprensione dei contenuti e più in generale sull’apprendimento. Tutti riescono ad accedere in tempo? Riescono a comprendere senza difficoltà?  Qual è il livello di comunicazione? I dubbi sono tanti e non so quanto possa essere funzionale continuare a fare didattica a distanza.  Soprattutto nel mio caso che il prossimo anno dovrò iniziare le superiori, non riesco ad immaginare come potrei affrontare delle lezioni a distanza che trattano argomenti nuovi e complessi. Mi piacerebbe viverlo dal vivo quel mondo a me sconosciuto.”

10) Dopo questa esperienza che cosa cambiereste nella scuola italiana?

“Migliorerei la comunicazione tra famiglie e insegnati e magari proporrei delle ore in cui insegnare il metodo di studio anche attraverso la proposta di schemi. “

11) Che ricordi conservi dopo questo periodo?

“Conservo dei ricordi stupendi di questo triennio, sono cresciuto molto. Non avrei mai immaginato di passare gli ultimi giorni di questo piccolo percorso a distanza. Mi è spiaciuto molto non condividere con i miei compagni l’esperienza dell’esame finale o piccole cose piacevoli come la pizzata la gavettonata. Sicuramente questo periodo di isolamento mi ha insegnato a dare valore alle piccole cose e alle relazioni.”

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